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sabato, 14 Febbraio, 2026
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A Monaco Rubio rassicura l’Ue: gli Usa pronti ad un futuro insieme

Monaco di Baviera, 14 feb. (askanews) – A un anno dal “j’accuse” lanciato dal vicepresidente Usa J.D. Vance contro il Vecchio Continente, responsabile di aver “smarrito i propri valori”, oggi il segretario di Stato Usa Marco Rubio, dallo stesso palco della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, ha invitato solennemente le due sponde dell’Atlantico a ritrovare i motivi per stare insieme, rassicurando non poco i leader europei. “Gli Stati Uniti d’America – ha affermato Rubio dopo aver sciorinato le tappe di quel che lui ritiene essere stati gli errori dei decenni scorsi compiuti dall’Occidente – si assumeranno ancora una volta il compito del rinnovamento e della ricostruzione, guidati dalla visione di un futuro orgoglioso, sovrano e vitale quanto il passato della nostra civiltà. E sebbene siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, preferiamo e speriamo di farlo insieme a voi, i nostri amici qui in Europa”.

“Facciamo parte di un’unica civiltà, la civiltà occidentale. Siamo legati gli uni agli altri dai legami più profondi che le nazioni possano condividere, forgiati da secoli di storia comune, fede cristiana, cultura, patrimonio, lingua, ascendenza e dai sacrifici che i nostri antenati hanno fatto insieme per la civiltà comune in cui ci siamo trovati”, ha sottolineato con enfasi Rubio. “E ‘stato qui, in Europa, che sono nate le idee che hanno piantato i semi della libertà che ha cambiato il mondo. È stato qui in Europa, che sono nati lo stato di diritto, le università e la rivoluzione scientifica. È stato questo continente a produrre il genio di Mozart e Beethoven, di Dante, Shakespeare, di Michelangelo e Leonardo Da Vinci, dei Beatles e dei Rolling Stones. E questo è il luogo in cui le volte della Cappella Sistina, le imponenti guglie del Duomo di Colonia, testimoniano non solo la grandezza del nostro passato” ma “prefigurano anche le meraviglie che ci attendono nel futuro”. “Solo se siamo senza rimorsi per la nostra eredità e orgogliosi di questa eredità comune potremo iniziare insieme a immaginare e plasmare il nostro futuro economico e politico”.

Se noi “americani a volte possiamo sembrare un po’ diretti e pressanti”, se “il presidente Trump esige serietà e reciprocità dai nostri amici qui in Europa”, ha spiegato Rubio, “è perché ci teniamo profondamente. Ci teniamo profondamente al vostro futuro e al nostro. E se a volte non siamo d’accordo, i nostri disaccordi nascono dal nostro profondo senso di preoccupazione per un’Europa con cui siamo legati, non solo economicamente, non solo militarmente, siamo legati spiritualmente e siamo legati culturalmente”.

“Vogliamo che l’Europa sia forte – ha sottolineato il segretario di Stato statunitense -. Crediamo che l’Europa debba sopravvivere. Perché le due grandi guerre del secolo scorso ci hanno ricordato costantemente che, in ultima analisi, il nostro destino è e sarà sempre intrecciato al vostro, il destino dell’Europa non sarà mai irrilevante per il nostro”.

In sostanza, ha concluso Rubio, “in un’epoca di titoli che annunciano la fine dell’era transatlantica, sia chiaro che questo non è quello che vogliamo”, ha scandito il segretario di Stato.

Il discorso è stato accolto con un sospiro di sollievo dai leader europei, che hanno spesso applaudito a scena aperta diversi passaggi del discorso di Rubio tributando addirittura una standing ovation quanto ha ricordato, a dispetto di uno sprezzante recente post del presidente Donald Trump, i sacrifici dei Paesi alleati in Afghanistan.

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è detta “molto rassicurata dal discorso del segretario di Stato, è un buon amico, un forte alleato. Sappiamo che nell’amministrazione americana alcuni hanno toni più duri su queste questioni, ma il segretario di Stato è stato molto chiaro quando ha detto ‘Noi vogliamo una Europa forte nell’alleanza’ e questo è quello su cui stiamo lavorando intensamente nell’Ue”. “Sono totalmente allineata a Rubio quando parla di un’Europa forte, ma ora dobbiamo lavorare per costruire un’Europa forte e indipendente, che sia un alleato forte nella Nato”, ha aggiunto Von der Leyen.

“Era il discorso che mi aspettavo”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. “Sappiamo che è un vero partner”, ha detto Wadephul riferendosi al segretario di Stato Usa.

“Un discorso molto positivo”, l’ha definito il ministro degli Esteri Antonio Tajani, un discorso che “ribadisce l’importanza delle relazioni transatlantiche”, che “sono salde” e “sono parte del Dna sia dell’Europa sia degli Stati Uniti”. “E’ stato importante – ha aggiunto Tajani – anche il riconoscimento del sacrificio dei militari italiani ed europei e degli altri paesi della Nato durante la guerra in Afghanistan questo è stato un bel segnale. Mi pare – ha concluso – che il discorso di Rubio non faccia altro che rafforzare le relazioni tra Europa e Stati Uniti, nel quale noi crediamo fortemente”.

Più tiepido il giudizio del ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot. Pur riconoscendo che il richiamo all’eredità comune può essere accolto con favore, così come l’idea che alcune sfide non possano essere affrontate da un solo Paese, Barrot ha detto che la Francia, “a prescindere dai discorsi che ascoltiamo alla Conferenza di Monaco, per quanto possano essere brillanti”, “non cambierà la propria strategia” volta a rafforzare l’Europa.

Meno sorpreso dei toni usati da Rubio, rispetto a quelli utilizzati un anno fa da Vance, si è mostrato il nostro ministro della Difesa: “I rapporti tra Stati Uniti ed Europa – ha commentato Guido Crosetto – sono rapporti che durano da oltre 70 anni e quindi anche quando sembra che ci siano degli screzi è come quando in casa si discute con la moglie, poi dopo ci si riappacifica e si continua la strada insieme”. “L’alleanza atlantica – ha sottolineato Crosetto – è la base della pace nel mondo, è la base della libertà nel mondo ed è sicuramente una delle organizzazioni da conservare e da rafforzare proprio perché i suoi scopi sono sempre stati di stabilizzare, di preservare la pace, di cercare di preservare la democrazia e il diritto internazionale e mai ne abbiamo avuto bisogno come in questo momento”.