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A Reggio Emilia la 27 edizione del “Pomodorino d’Oro”

Reggio Emilia, 2 nov. (askanews) – Una serata dedicata all’eccellenza agricola italiana, alla qualità e al valore di una filiera che rappresenta uno dei simboli del Made in Italy. A Reggio Emilia, Mutti ha celebrato la 27 edizione del Pomodorino d’Oro, il riconoscimento che ogni anno premia i migliori produttori di pomodoro, capaci di garantire elevati standard qualitativi durante l’intera stagione di raccolta.

“E’ sempre una serata importante perché celebriamo i nostri agricoltori, quelli che ci permettono di avere una materia prima eccezionale per un prodotto, che lo è altrettanto, da portare sulle tavole. Per quanto riguarda Mutti è stato un anno estremamente importante, di record con 775mila tonnellate di pomodori trasformate” ha dichiarato Francesco Mutti, Amministratore Delegato Mutti.

I riconoscimenti sono stati assegnati alle aziende agricole di Emilia-Romagna e Puglia che sono si sono distinte in questo settore (il premio per il Ciliegino è stato assegnato a Martino Girolamodibari di Apricena, mentre per il Datterino si sono distinti Stefano e Marina Bosco di Sorbolo. Nella categoria Pomodoro Tondo ha trionfato Marco Franzoni di Gualtieri, mentre per il Pomodoro Lungo è stata premiata Angela De Filippo di Leonarda D’Aloia di Manfredonia).

“Ho la sensazione che, nonostante sia il sesto Pomodorino d’Oro, sia davvero come il primo: una soddisfazione unica. Faccio il coltivatore di pomodori dal 2000 e vincere questo riconoscimento è uno stimolo a fare sempre meglio” ha detto Marco Franzoni, Titolare dell’azienda “Franzoni Società Agricola”.

Se l’industria ha tenuto i ritmi di trasformazione, l’attività nei campi ha dovuto fare i conti con un’annata particolarmente complessa. Caldo anomalo, grandinate e siccità hanno ridotto le rese agricole rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Una situazione che riporta al centro del dibattito la necessità di investimenti infrastrutturali urgenti e interventi concreti per la gestione della risorsa idrica.

“Noi aiutiamo le aziende agricole a investire, affiancandole in progetti davvero importanti. Oggi la meccanizzazione ha costi molto elevati: basti pensare che una sola macchina raccoglipomodoro costa diverse centinaia di migliaia di euro. Poter offrire ai nostri soci la garanzia di collocare il prodotto per più anni fa davvero la differenza” ha concluso Stefano Cavanna, Direttore OP P.O.A.

Una sfida che coinvolge non soltanto il settore agricolo, ma l’intero patrimonio agroalimentare italiano.