Roma, 29 set. (askanews) – Collegare strumenti, dati e competenze per preparare le forze alle operazioni multidominio, nelle quali le diverse componenti militari e gli effetti informativi interagiscono tra loro. E’ il tema al centro dell’apertura del NATO CAX Forum, in programma dal 29 settembre al 1° ottobre all’Ergife Palace Hotel & Conference Center di Roma. La prima mattinata ha messo a confronto esperienze internazionali sull’addestramento congiunto, l’integrazione dei sistemi di simulazione e sull’impiego di strumenti di analisi a supporto delle decisioni.
I lavori si sono aperti con i saluti del colonnello De Rosa, direttore del Modelling & Simulation Centre of Excellence, seguiti dal panel dedicato al contributo della modellazione e simulazione alla prontezza operativa multidominio, con la partecipazione del generale di brigata Zoltan Barany. A seguire le tre sessioni parallele che hanno approfondito la collaborazione uomo-macchina, la costruzione di una struttura europea di addestramento e la valutazione della sopravvivenza dei velivoli in scenari simulati.
“La sfida principale non è più soltanto creare simulazioni ad alta fedeltà”, ha sottolineato Sebastien Loze, indicato nel programma per AECHELON “Il problema più difficile è l’interoperabilità e l’addestramento collaborativo: la capacità di integrare ambienti sintetici eterogenei, dati operativi, sistemi abilitati dall’intelligenza artificiale, piattaforme autonome e decisori umani in ecosistemi di addestramento coerenti, affidabili e pertinenti alla missione”. Il contributo mette al centro la possibilità di addestrare e valutare insieme persone e macchine, collegando scenari, sistemi di comando e controllo e strumenti di supporto alle decisioni.
La dimensione europea della cooperazione è affrontata da Marcel Scherrenburg, rappresentante del Ministero della Difesa dei Paesi Bassi. “La prontezza nelle operazioni multidominio su larga scala non sarà raggiunta attraverso simulatori nazionali che lavorano in isolamento. Richiede un ecosistema di simulazione NATO connesso, costruito attraverso la co-creazione tra difesa e industria e tra nazioni che condividono le stesse prospettive”. Il progetto presentato riguarda una struttura europea di addestramento in sviluppo presso il centro di simulazione dell’Esercito dei Paesi Bassi, SIMCEN-LAND, ad Amersfoort, con l’integrazione di un modello del carro Leopard 2A8 nell’ambiente di addestramento tattico TACTIS.
Alla valutazione quantitativa dei rischi è dedicato il lavoro di Younhyuck Chang, Seungeun Lee, Sewon Kim e Younggun Lee, autori del contributo di MOASOFTWARE. “La sopravvivenza di un velivolo dipende fortemente dalla geometria del suo passaggio rispetto a una minaccia missilistica terra-aria”, hanno spiegato durante il panel. La ricerca presentata analizza 4.464 ingaggi simulati per esaminare il rapporto tra traiettoria e probabilità di abbattimento, offrendo elementi a sostegno delle decisioni sulle rotte di evasione. Gli autori precisano che “lo studio è limitato a ingaggi durante il passaggio in prossimità di un singolo sistema di minaccia”.
I contributi della mattinata delineano così tre esigenze complementari: integrare persone e tecnologie, rendere connessi gli strumenti nazionali e fondare le scelte su valutazioni verificabili. Il confronto prosegue nel pomeriggio con le applicazioni dell’intelligenza artificiale, gli ambienti digitali condivisi e i modelli per la preparazione dei comandi.

