Roma, 6 mar. (askanews) – Il quadro normativo europeo sulle banche è diventato un vero e proprio “dedalo”, con un intreccio tra competenze, responsabilità e sovrapposizioni che richiede “assolutamente e urgentemente una forte razionalizzazione, realizzabile innanzitutto contesti unici europei”. Lo afferma il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli secondo il testo della sua Lectio Magistralis sul tema de “La regolamentazione utile dell’attività bancaria”, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026 della Scuola di Specializzazione in Studi sull’Amministrazione Pubblica (Spisa) dell’Università di Bologna.
“Negli ultimi anni – ha rilevato il banchiere – la normativa europea ha avuto un ampliamento innanzitutto per le inderogabili esigenze di sostenibilità e per la sicurezza e il rischio tecnologico”. Ma ora “questo dedalo di norme, competenze e responsabilità, anche con diverse sovrapposizioni e con ben poca proporzionalità per banche di diversa natura e dimensione, ha assolutamente e urgentemente bisogno di una forte razionalizzazione realizzabile innanzitutto con Testi Unici Europei, sostanzialmente con Codici Europei che unifichino e semplifichino le troppe normative e coordinino le fonti del diritto, realizzando anche un unico diritto societario, e non più moltiplicando la necessità per le banche di fornire i medesimi dati a più organismi”.
Secondo Patuelli “è prioritaria la necessità di realizzare un unico piano normativo europeo (comprese le regole fiscali) per favorire l’uguaglianza dei punti di partenza per la concorrenza in Europa e nel mondo di tutti i soggetti dell’economia della Ue, innanzitutto nei settori bancario e finanziario dove l’integrazione è più avanzata”.
“La ‘regolamentazione utile dell’attività bancaria’ implica comunque prioritariamente che ogni nuova norma, emanata da ciascuna Autorità competente, deve contenere obbligatoriamente anche l’esplicita abrogazione delle norme preesistenti superate – ha notato – inutili o in contrasto e deve servire alle imprese bancarie a operare meno burocraticamente e più imprenditorialmente, alle Autorità di Vigilanza a non sovrapporsi fra loro, alle imprese d’ogni genere e a ciascuno di avere maggiore immediata chiarezza nei rapporti bancari e finanziari e nelle possibilità di tutela”.
“Le finalità della più semplice ‘regolazione utile’ debbono essere innanzitutto la tutela della sana e prudente gestione bancaria per la stabilità finanziaria complessiva, per la tutela del risparmio e per il contrasto continuo e implacabile verso ogni tipo di illegalità, sempre nell’efficiente competitività e trasparente concorrenza, nella certezza del diritto e nella tutela delle imprese bancarie e dei clienti. Insomma – ha concluso Patuelli – occorre sempre contribuire a rendere robusto il mondo bancario, senza spingerlo alla burocratizzazione e alla scarsa efficienza”.
