Roma, 3 feb. (askanews) – La demografia è un settore in cui l’Italia si trova di fronte a “una sfida strutturale” che richiede “un approccio integrato, che affianchi alle ‘leve’ della forza lavoro e del capitale umano anche misure rivolte alle famiglie, agli anziani e al tessuto produttivo, dove il ricambio generazionale è sempre più importante”. Lo ha affermato il direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, Marco Elio Rottigni, durante una audizione alla Camera presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica in atto.
“Il settore bancario è parte attiva di questo percorso e contribuisce, nel proprio ambito, a sostenere l’adattamento dell’economia e della società italiana alla nuova realtà demografica – ha detto – in linea con le buone pratiche già in essere”.
Secondo Rottigni, “la transizione demografica rappresenta una sfida strutturale per il Paese, con potenziali effetti rilevanti sul sistema economico, sul welfare e sul tessuto produttivo. La dinamica demografica negativa prevista in Italia nei prossimi decenni può determinare un significativo rallentamento economico anche rispetto ai tassi di crescita attuali”.
“Tuttavia, l’Italia può attingere da almeno quattro ‘riserve’ in cui presenta un significativo gap rispetto alla media europea che, se ben governate, potrebbero concorrere a contenere gli effetti dell’evoluzione della struttura demografica: i giovani, le donne, i saldi migratori e gli occupati laureati. Nostre analisi – ha proseguito – mostrano come annullando tali gap si riuscirebbe a ridurre significativamente gli effetti di minor crescita economica legati alla negativa dinamica demografica attesa nei prossimi anni, potenzialmente arrivando anche ad azzerarli”.
“Accanto alle ‘leve’ analizzate, vi sono tuttavia anche altri segmenti della popolazione e del sistema produttivo che richiedono misure dedicate e possono contribuire in modo significativo alla crescita economica. Si pensi ad esempio ai nuovi nati, alla popolazione più anziana, cosiddetti silver ages, e ai nuovi imprenditori. Politiche demografiche efficaci – ha quindi concluso il direttore generale dell’Abi – richiedono quindi un approccio integrato, che affianchi alle ‘leve’ della forza lavoro e del capitale umano anche misure rivolte alle famiglie, agli anziani e al tessuto produttivo, dove il ricambio generazionale è sempre più importante”.
