Milano, 21 mag. (askanews) – La Procura di Milano, d’intesa con la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, ha eseguito nello scorso marzo alcune perquisizioni domiciliari e informatiche nell’ambito di un’indagine su presunti accessi abusivi ai computer in uso ai magistrati attraverso il sistema ECM installato sui dispositivi del Ministero della Giustizia. A renderlo noto è il procuratore di Milano Marcello Viola.
Gli accessi non autorizzati, chiarisce il procuratore di Milano, risulterebbero concentrati nel distretto giudiziario di Torino. Gli accertamenti investigativi sono stati avviati dopo che dai primi riscontri sarebbe emerso che le intrusioni informatiche sarebbero avvenute mediante la forzatura del sistema, resa possibile dall’utilizzo di credenziali di amministratore.
Le persone sottoposte a perquisizione, secondo l’ipotesi al vaglio degli inquirenti, avrebbero avuto la disponibilità di queste credenziali nell’ambito di contratti di assistenza informatica stipulati dal Ministero della Giustizia con ditte terze.
Le perquisizioni, sottolinea ancora il procratore Viola, si sono svolte “in modo partecipato e nel pieno rispetto delle garanzie difensive”, le analisi forensi sui dispositivi sequestrati sono ancora in corso.
