Milano, 30 set. (askanews) – C’è chi di economia circolare, solidarietà e inclusione organizza convegni. E chi le mette in pratica ogni giorno, dando lavoro a persone con disabilità e altre fragilità. Siamo a Milano, nel Parco Agricolo Sud. Qui Agrivis, cooperativa sociale agricola del Gruppo L’Impronta, coltiva frutta e verdure biologiche e le trasforma in conserve, sughi e altri prodotti. Ventiquattro persone lavorano oggi nella cooperativa. Diciotto hanno una disabilità, altre tre differenti fragilità.
Ma perché il progetto funzioni c’è una condizione da rispettare, dice il coordinatore della cooperativa, Andrea Piscetta: “Per Agrivis, come per qualsiasi altra realtà del no profit o del profit, vendere i propri servizi o i propri prodotti è garanzia di sostenibilità. Agrivis deve essere sostenibile, deve almeno arrivare al pareggio di bilancio, cosa che negli ultimi due anni siamo riusciti a sostenere”.
Dentro il laboratorio anche il modo di produrre è pensato in funzione delle persone. Lo spiega la tecnologa Lucia Comaschi: “Non meccanizziamo tutto il processo di produzione, ma lavoriamo su un impianto che è volutamente artigianale proprio per dare mansioni semplici, ripetitive, metodiche, adatte a tutte le persone che vengono qua a lavorare”.
E poi c’è l’altra metà dell’economia circolare. Confetture e nettari vengono prodotti anche con frutta in eccesso o scartata alla raccolta soltanto perché troppo piccola, troppo grande o deforme.
Per qualcuno Agrivis è stato anche il primo lavoro. Hassan ha 27 anni, viene dalla Somalia. Qui ha lavorato mentre studiava e ha conseguito un diploma professionale. “È il primo lavoro che ho fatto. Ho conosciuto tante piante, come si trapianta, come si cura e adesso lo so. Sì, è cambiato tanto, è esperienza”.
Adesso Agrivis vuole crescere. Il progetto è raddoppiare gli spazi della cascina e aprire nuovi laboratori per tisane, miele, chips vegetali e un formaggio vegetale a base di mandorle. L’investimento iniziale sarà sostenuto anche attraverso donazioni e finanziamenti esterni; poi le nuove attività dovranno mantenersi con le proprie vendite.
Andrea Miotti, presidente di Agrivis: “L’impatto che questo genererà, ed è la cosa che a noi interessa di più, è l’inserimento di altre 25 persone con disabilità nell’arco di due anni”.
Intanto c’è già chi arriva qui semplicemente per fare la spesa. Una cliente ha scoperto Agrivis durante una passeggiata nel quartiere e da allora è tornata più volte. “Trovare la verdura non a chilometro zero: meno di un chilometro. È stata una bella scoperta – dice – In più mi piace quello che è stato spiegato sulla realtà, sull’aiuto alle persone, mi sembrano degli ottimi progetti”.

