Roma, 11 mar. (askanews) – Gli italiani rappresentano quasi la metà dei circa 175 mila candidati che hanno fatto domanda per il nuovo concorso generalista dell’Unione europea per entrare nella funzione pubblica comunitaria. Lo scrive Euractiv, citando dati interni visionati.
L’ufficio europeo per le carriere EPSO ha confermato che 174.922 candidati si sono iscritti all’esame, ben oltre i 60 mila inizialmente previsti quando la procedura di candidatura è stata aperta a febbraio.
I candidati sono in lizza per l’inserimento in una riserva con 1.490 posti, quindi solo uno su 117 supererà la selezione. Di questi, circa 750 dovrebbero ottenere in seguito un posto permanente nelle istituzioni europee.
Secondo la ripartizione per nazionalità visionata da Euractiv, quasi 80mila candidati sono italiani, pari a circa il 45% del totale.
Euractiv fa notare che il dato contrasta con gli obiettivi di equilibrio nazionale della Commissione europea, secondo cui gli italiani dovrebbero rappresentare circa l’11,2% del personale dell’istituzione.
La nazionalità, tuttavia, non influisce sui risultati dell’esame, poiché i candidati sono valutati esclusivamente sulla base delle prestazioni nei test. Considerazioni sull’equilibrio geografico possono entrare in gioco solo in una fase successiva, quando le istituzioni selezionano il personale dalla lista di riserva.
Il concorso, noto come AD5, non veniva bandito dal 2019 a causa di persistenti difficoltà tecniche, dopo che l’ufficio carriere dell’UE ha deciso di abbandonare le prove in presenza a favore di un sistema online.
