Roma, 24 mar. (askanews) – “Non nutro alcuna speranza che i palestinesi di Gaza vengano salvati se non ci sarà un intervento massiccio per fermare Israele”, avverte la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, in conferenza stampa oggi a Ginevra. “La situazione a Gaza sta peggiorando. Naturalmente, e questo è intenzionale. La domanda è perché continui ad accadere”, ha affermato Albanese, domandandosi come mai “se la Corte Internazionale di Giustizia afferma che l’occupazione è illegale e gli Stati membri hanno l’obbligo di non agevolarla, questi obblighi dovrebbero impedire agli Stati membri di trasferire armi a uno Stato che commette crimini di guerra, senza nemmeno considerare la Convenzione sul genocidio. Come mai, allora, gli Stati membri continuano a collaborare con Israele?”.
“Gaza rappresenta solo l’inizio di questa nuova fase escalation volta a cancellare i palestinesi da ciò che resta della Palestina, e, come vedete, è già diventata una dottrina: la distruzione completa di case, ospedali e scuole”, specifica Albanese.
“Quando ho presentato il mio rapporto ‘Anatomia del genocidio’, non avevo ancora visto l’intera comunità internazionale reagire. Se Israele non viene fermato, queste pratiche diventeranno un modus operandi; sei mesi dopo, Israele stava già applicando in Libano ciò che aveva messo in atto a Gaza, e ora continua in Libano, in Iran, e non si fermerà lì. Non nutro alcuna speranza che i palestinesi a Gaza possano essere salvati se non ci sarà un intervento massiccio per fermare Israele”, ha continuato Albanese. “Il modo più pacifico per fermare Israele è interrompere ogni legame: legami economici, legami militari e legami finanziari con Israele”, ha osservato Albanese.
