Roma, 29 mag. (askanews) – All’Archivio di Stato di Roma una mostra celebra gli 80 anni della Repubblica attraverso lettere, documenti, simboli, immagini e rare testimonianze. “Tre volte Repubblica. Roma 1798 – 1849 – 1946” offre al pubblico l’opportunità di ripercorrere oltre un secolo di storia di Roma raccontando la nascita, la caduta e il ritorno dell’idea di Repubblica in tre momenti fondamentali, messi in dialogo tra loro.
Filippo Vignato, tra i curatori della mostra: “Tre volte Repubblica perché prendiamo spunto dalla transizione istituzionale del ’46, da alcuni documenti molto significativi prestatici dall’Archivio Centrale dello Stato sul 2 giugno ’46 e sulla nostra Repubblica, cercando delle premesse nelle esperienze repubblicane giacobina e del 1849. Quindi abbiamo, dai documenti del nostro archivio, tratto alcune delle testimonianze più toccanti e anche più evidenti, dei tratti che possono avere avuto un pieno sviluppo nel nostro ordinamento”.
Tra i documenti in mostra, di particolare rilievo, nel raccontare l’esperienza del 1798, spiega ancora il curatore, “abbiamo alcuni provvedimenti, la Costituzione e un bando, che mirano a stabilire i diritti di tutti i cittadini per la Repubblica giacobina e quindi estendono i diritti civili e politici anche alle minoranze che prima erano state escluse oppure, vessate da alcuni provvedimenti restrittivi, come gli ebrei. Per la Repubblica Romana, invece, ci siamo concentrati su alcuni documenti legati alla resistenza all’occupante: perché il 3 luglio del 1849, quando cade sotto le armi francesi la città, e viene quindi a cessare il potere della Repubblica Romana, nel ’49 abbiamo anche un’affermazione, con la promulgazione della Costituzione, delle idealità e dei valori politici di cui era portatrice quell’ordinamento, quell’Assemblea costituente. E dunque qui, nell’intreccio tra la resistenza all’occupante e la resistenza, che è la premessa della nostra Repubblica, si trova un legame ideale tra i due Stati”.
Apre e in un certo senso chiude il percorso, una teca con i documenti che attestano il passaggio da Monarchia a Repubblica: la scheda riferendaria per la forma istituzionale, la proclamazione del risultato da parte della Corte di Cassazione, l’emblema della Repubblica nel suo originale di Paolo Paschetto, (conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato).
Una mostra che alla vigilia del 2 giugno, 80 anni dopo, ha un significato speciale. Aggiunge Vignato: “Dietro a questi documenti ci sono anche delle forti personalità, delle persone diciamo, che hanno cercato di volere qualcosa, che si è realizzato solamente nel 1946. Quindi questa speranza, diciamo, che va a realizzarsi molto dopo, vale per i posteri, è anche un messaggio che vale ancora oggi”.
La mostra, allestita al primo piano del complesso di S. Ivo alla Sapienza e a ingresso gratuito, dopo il 3 giugno riaprirà al pubblico dal 17 al 30 giugno (dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì, con chiusura il 29 giugno).
