Roma, 11 feb. (askanews) – “L’evento di oggi, la presentazione del progetto Sim, è un’iniziativa particolarmente rilevante perché interviene su uno dei temi che oggi toccano direttamente la sicurezza dei cittadini europei, la gestione dei rischi ambientali e climatici. Le notizie degli ultimi giorni, quanto accaduto in Calabria, Sardegna e Sicilia, così come in Portogallo, ce lo ricordano ancora una volta. Non si tratta più di episodi isolati. Conviviamo con eventi atmosferici sempre più estremi, frequenti e costosi dal punto di vista sociale ed economico”. Lo ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto con un videomessaggio in occasione della presentazione del Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione (Sim), la nuova piattaforma del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, finanziata dal PNRR con 500 milioni di euro, presentata oggi a Roma nell’ambito dell’evento “Beyond Climate” presso la sede di Confindustria.
“Dobbiamo lavorare contemporaneamente in due direzioni – ha spiegato Fitto – la prevenzione e la capacità di risposta all’emergenza. In questi anni, il Recovery and Resilience Facility, che ha contribuito anche alla realizzazione del progetto oggetto dell’evento di oggi, è stato uno strumento straordinario per avanzare proprio in questo campo. A livello europeo ha mobilitato oltre 700 miliardi di euro, almeno il 37% delle risorse è destinato alla transizione climatica”.
“Gli investimenti sostenuti dall’RRF stanno contribuendo concretamente ad aumentare la capacità europea di prevenire alluvioni, incendi e altri rischi naturali, rafforzando al tempo stesso infrastrutture e sistemi di monitoraggio in tutta Europa. Accanto all’RRF anche la politica di coesione dà un contributo essenziale. Con la revisione di medio periodo, negli ultimi mesi abbiamo consentito a Stati membri e Regioni di riprogrammare le risorse dell’attuale programmazione – ha ricorcato il vicepresidente della Commissione – per investire nella gestione delle risorse idriche, inserite tra le priorità strategiche dell’Unione”.
“All’interno degli stessi Stati membri convivono infatti territori colpiti dalla scarsità d’acqua e da altri esposti da alluvione, una sfida comune che richiede strumenti integrati. Qui c’è la massima attenzione su questi temi e la piena disponibilità a utilizzare in modo coordinato tutte le risorse europee disponibili. La sfida ora non è soltanto finanziare singoli interventi, ma creare sinergie tra i diversi fondi, progetti, tecnologie e livelli istituzionali per costruire risposte realmente efficaci. Il progetto Sim – ha concluso Fitto – va esattamente in questa direzione, integra dati, conoscenze e capacità operative, trasformando la tecnologia in prevenzione concreta”.
