HomeAskanewsAmCham presenta al Senato il white paper "Future Callin'"

AmCham presenta al Senato il white paper "Future Callin'"

Roma, 6 ott. (askanews) – Un quadro normativo più semplice e prevedibile, tempi certi per gli investimenti, maggiore sostegno all’innovazione e alle competenze e un dialogo stabile tra istituzioni e sistema produttivo. Sono alcune delle priorità emerse oggi nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato della Repubblica, in occasione dell’appuntamento conclusivo di “Future Callin’ – Dialoghi di Policy”, il percorso biennale promosso dal Comitato Public Affairs di American Chamber of Commerce in Italy, con il supporto non condizionato di AbbVie, Baker Hughes e Lilly. L’iniziativa, ospitata su impulso della Senatrice Elena Murelli, ha rappresentato il momento di sintesi di due anni di confronto tra imprese e istituzioni e l’occasione per presentare il white paper che raccoglie le principali evidenze e proposte maturate nel corso del progetto.

Il documento nasce da cinque incontri e altrettanti position paper dedicati ad alcuni dei temi che oggi incidono maggiormente sulla capacità dell’Italia di competere e attrarre investimenti: autonomia strategica, intelligenza artificiale, sostenibilità, comunicazione e responsabilità aziendale. Un lavoro al quale hanno contribuito oltre 60 imprese, insieme a rappresentanti delle istituzioni nazionali, territoriali ed europee, con l’obiettivo di trasformare il confronto pubblico-privato in proposte utili alle future scelte di policy.

Al centro della discussione la necessità di rendere il sistema Paese più rapido e attrattivo, intervenendo sui principali fattori che condizionano le decisioni di investimento: dalla certezza del diritto alla semplificazione dei procedimenti autorizzativi, dalla stabilità degli strumenti a sostegno della ricerca e delle infrastrutture strategiche alla formazione del capitale umano, fino al coordinamento tra i diversi livelli amministrativi. Sullo sfondo, il rafforzamento della cooperazione economica e industriale tra Italia e Stati Uniti, considerata una leva decisiva per affrontare le trasformazioni tecnologiche e geopolitiche in corso.

“Concludiamo oggi istituzionalmente questo percorso, consegnando simbolicamente alla classe politica italiana le riflessioni maturate in questi due anni – ha dichiarato Simone Crolla, Consigliere Delegato di American Chamber of Commerce in Italy -. È un lavoro nato da un dialogo e da un ascolto molto approfonditi e arriva in una fase particolarmente importante per entrambi i Paesi. Dall’intelligenza artificiale ai data center, fino ai temi del permitting e della competitività, sono stati compiuti passi avanti ma resta ancora molto da fare. Il nostro invito alle istituzioni è a fare tesoro di queste proposte, nella convinzione che il legame transatlantico resti forte e rappresenti un patrimonio strategico per la crescita”.

Il white paper individua in particolare la necessità di favorire investimenti pluriennali nella ricerca e nelle infrastrutture digitali, prevedere meccanismi di incentivazione stabili, ridurre le duplicazioni amministrative e sviluppare procedure autorizzative più semplici e con tempi definiti per i progetti strategici. Un’impostazione che punta a trasformare più rapidamente gli investimenti in attività produttive, occupazione e innovazione, valorizzando al tempo stesso le competenze presenti nel Paese.

“Future Callin’ – dichiara il Presidente del Comitato Public Affairs di AmCham Italy e Vice Presidente associato Corporate Affairs & Patient Access di Lilly, Federico Villa – è un percorso che come imprese italiane a capitale americano, abbiamo costruito insieme alle istituzioni, a partire da una convinzione condivisa: la competitività del Paese si costruisce attraverso il dialogo costruttivo. In questi due anni il Comitato Public Affairs ha offerto uno spazio di confronto concreto su temi che incidono sul futuro dell’Italia, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità socio-economica e ambientale, dalla comunicazione alla responsabilità d’impresa. Il white paper restituisce questo lavoro e vuole contribuire a rafforzare le partnership pubblico-private necessarie per attrarre investimenti, valorizzare l’innovazione e consolidare il ruolo dell’Italia nel rapporto transatlantico.”

Nel corso della mattinata il confronto ha approfondito anche il rapporto tra qualità della regolazione e competitività, evidenziando come l’efficacia delle norme dipenda sempre più dalla capacità di valutarne preventivamente gli effetti sull’attività delle imprese, sulle filiere e sugli investimenti. Un approccio fondato sulla collaborazione anticipata tra decisore pubblico e sistema produttivo può contribuire a ridurre incertezza interpretativa, oneri burocratici e rischi reputazionali.

“La qualità delle regole è oggi un fattore di competitività – ha affermato Francesco Paolo Bello, Managing Partner di Deloitte Legal -. Le imprese valutano dove investire anche sulla base della chiarezza e dell’efficienza dell’ecosistema normativo. L’incertezza si riduce quando il confronto tra decisore pubblico e impresa avviene in maniera anticipata, mentre gli oneri possono essere contenuti se chi scrive le norme è messo nella condizione di comprenderne pienamente gli impatti. È dall’incontro tra l’interesse generale rappresentato dalle istituzioni e la conoscenza concreta dei mercati e delle filiere propria delle imprese che possono nascere regole più chiare, applicabili ed efficaci”.

Con la presentazione del white paper al Senato si chiude così il primo ciclo di Future Callin’ – Dialoghi di Policy, trasformando il patrimonio di analisi e confronto maturato nel biennio in una call to action rivolta alle istituzioni. L’obiettivo è ora dare continuità al metodo avviato, affinché collaborazione pubblico-privato, innovazione, certezza normativa e sviluppo delle competenze possano diventare leve strutturali per accrescere la competitività italiana e consolidare ulteriormente le relazioni economiche e industriali tra Italia e Stati Uniti.