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venerdì, 9 Gennaio, 2026
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Amianto sulle navi, Ona: condannato il ministero della Difesa

Roma, 8 gen. (askanews) – Il tribunale civile della Capitale ha condannato il ministero della Difesa al risarcimento dei danni in favore della moglie del luogotenente Leonardantonio Mastrovito, militare della Marina Militare riconosciuto vittima del dovere e invalido al 100 per cento per patologie contratte a causa dell’esposizione ad amianto e ad altre sostanze altamente nocive durante oltre trent’anni di servizio, comprese missioni all’estero e nei Balcani.

A dare notizia della decisione della magistratura è l’Osservatorio nazionale amianto. “Il giudice ha riconosciuto che l’esposizione professionale del militare a amianto, uranio impoverito e altri agenti tossico-nocivi ha determinato una contaminazione domestica indiretta della moglie, avvenuta attraverso la manipolazione degli indumenti da lavoro e delle divise, riconoscendo un chiaro nesso causale con le gravi patologie della donna”.

Il tribunale civile “ha ritenuto provata la responsabilità del ministero della difesa per non aver adottato tutte le misure necessarie a tutelare la salute dei militari e, indirettamente, dei loro familiari. Nella motivazione, continua la nota, il giudice richiama in modo esplicito il principio della ‘contaminazione domestica’, evidenziando come la letteratura scientifica riconosca da tempo casi di asbestosi proprio nelle mogli dei lavoratori esposti all’amianto, contaminate tramite il contatto con gli abiti da lavoro”.

La consulenza tecnica d’ufficio – continua l’Osservatorio nazionale amianto – ha accertato per la moglie del militare della Marina le seguenti patologie: “asbestosi con compromissione della funzionalità respiratoria, disturbo dell’adattamento con umore ansioso, concausato, un danno biologico permanente”. Il giudice, sempre secondo la nota dell’Ona, ha inoltre respinto tutte le eccezioni preliminari sollevate dal ministero, comprese quelle relative alla competenza territoriale e alla prescrizione, ribadendo che il termine decorre dalla prima consapevolezza scientificamente attendibile della contaminazione, individuata nel dicembre 2019. Il tribunale ha liquidato un risarcimento complessivo di 65.387 euro, comprensivo di danno biologico permanente, personalizzazione del danno e danno morale.

“Questa sentenza segna un punto di svolta di portata nazional- dice l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto e legale della signora – Il tribunale ha accertato in modo netto che l’amianto e gli altri cancerogeni presenti negli ambienti e nelle unità navali non colpiscono solo i militari, ma entrano nelle loro case, contaminando mogli e familiari attraverso le divise, la pelle e i capelli. È un riconoscimento giudiziario di enorme valore civile e sociale”.