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giovedì, 12 Febbraio, 2026
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Ance, Brancaccio: edilizia scolastica centrale, agire su ultimo miglio Pnrr

Roma, 12 feb. (askanews) – Edilizia scolastica centrale per la rigenerazione urbana e lo sviluppo del Paese, un tema che richiede l’intervento di capitali privati. Pnrr che proprio sull’edilizia scolastica ha mostrato “una ottima performance”, ma ora serve “un provvedimento, un chiarimento per una chiusura ordinata dell’ultimo miglio”. E chiarimenti servono anche sul concetto di partneriato pubblico-privato, in particolare sulla definizione di interesse pubblico, preservando le imprese che hanno già fatto investimenti. Sono i temi chiave toccati da Federica Brancaccio, presidente dell’Ance nel suo intervento oggi ad un evento sul tema organizzato assieme al Ministero dell’istruzione.

Al tavolo iniziale, insieme alla numero uno dell’Associazione nazionale costruttori edili, è intervenuto il ministro dell’Istruzione del merito, Giuseppe Valditara.

“Il tema dell’edilizia scolastica, il tema della scuola in generale è sempre stato un tema centrale per noi – ha detto Bancaccio -. La scuola intesa non solo come didattica ma anche come come spazio è uno dei parametri con i quali diciamo si può misurare anche il grado di civiltà, progresso, speranza di futuro di un paese ed è tema centrale anche quel dibattito che noi portiamo sempre ai tavoli della rigenerazione urbana. Cioè la scuola ha una potenzialità e una possibilità di impatto sociale ovviamente sul territorio ma anche proprio di qualcosa che può innescare un circolo virtuoso, un circuito virtuoso di rigenerazione urbana”.

In Italia “abbiamo circa 40.000 edifici scolastici. La metà di questi sono ante 74 – ha proseguito – che significa senza normativa sismica energetica, cioè in un periodo diverso. Moltissimi di questi sono sotto i nostri occhi, sono le famose scuole del regno che sono dei bellissimi edifici in zone centrali o in zone interne, dove oggi probabilmente potrebbero avere, potrebbero essere maggiormente utilizzati con altre funzioni perché per quanto noi possiamo intervenire su questi edifici scolastici magari sono in zone dove non c’è più quella richiesta, ecco non ci sono più bambini o giovani e sono invece utilissimi per dare altre risposte alle città in termine di rigenerazione e c’è bisogno poi di tanta edilizia scolastica nuova, sostitutiva magari”.

“La scuola è qualcosa che deve aprirsi alla città, la scuola deve essere multifunzionale, la famosa h24 che deve poter funzionare 24 ore, questo ovviamente agevola e consente maggiormente anche l’investimento di capitali privati”, ha detto. “Noi abbiamo un monitoraggio dell’avanzamento dei cantieri scuola PNRR: è molto positivo, sono 5.700 cantieri in uno stato di avanzamento, alcuni diciamo una grande percentuale conclusi ma comunque più del 50 per cento sono in uno stadio avanzato, quindi diciamo una ottima performance. Però diciamo siamo in un momento storico in cui si è detto che siamo all’ultimo miglio del PNRR”.

E qui c’è “la preoccupazione di quello che noi chiamiamo l’ultimo miglio del PNRR, perché il paese ha avuto una performance veramente oltre ogni aspettativa, il paese nella sua interezza, comuni, imprese, pubblica amministrazione, governo, quindi adesso è fondamentale che ci sia un provvedimento, un chiarimento per una chiusura ordinata – ha avvertito Brancaccio – e per avere questa famosa ultima rata e portare a termine tutti quei lavori che sono in una fase di conclusione ma che magari non si ultimeranno proprio fino all’ultimo euro”.

“E poi bisogna garantire una continuità di investimenti in generale e in particolare sull’edilizia scolastica. Qui veniamo proprio al tema del partenariato pubblico-privato. Molto partenariato ovviamente è stato fatto in termini di energia, di efficientamento energetico, perché lì il ritorno era anche abbastanza garantito e abbastanza facile. Ma invece è fondamentale riuscire a trovare dei meccanismi per cui in generale in questo paese si possono attrarre capitali privati”.

“Un altro tema a cui dobbiamo tutti insieme dare una risposta è quello dell’emergenza abitativa”, ha sottolineato. Ma “sulla definizione di interesse pubblico è importante che questo paese faccia una riflessione: l’interesse pubblico è appunto il privato che interviene dove la pubblica amministrazione magari ha delle difficoltà, e lo Stato interviene dove il privato ha delle difficoltà. Se non c’è un chiarimento credo proprio che rischiamo anche di non riuscire a superare un problema, ecco, come quello che è sorto adesso del diritto di prelazione. Ci vorrà tempo per fare una riflessione su quali sono gli altri strumenti che possono quindi consentire al pertenariato pubblico privato in questo paese di continuare ad andare avanti”.

“Chiederemo questo: di garantire quei progetti, quelle manifestazioni di interesse, quegli investimenti delle imprese che sono ad oggi state fatte, quindi le imprese hanno investito su partenariato pubblico privato, e che ora rischiano. Devo dire purtroppo, non è la prima volta, che il mondo produttivo si scontra diciamo di fronte a un legittimo affidamento e poi ha un boomerang. Quello che chiederemo è ragionare su una possibilità di un tempo per adeguarsi”. L’intervento del ministro Valditara “ha stimolato tutta una serie di temi, tra l’altro noi l’idea del tavolo di confronto l’avremmo lanciata e alla fine lui ci ha preceduto. Quindi chiedo veramente di portare al ministro i nostri ringraziamenti”, ha concluso.