Milano, 22 gen. (askanews) – Nella distopia che viviamo quotidianamente, nella quale chi lavora non riesce a far fronte alle spese basilari di vita mentre chi eredita l’impegno o la fortuna dei propri familiari beneficia, a braccia conserte, dell’incremento complessivo della ricchezza del Paese, ieri due giovani di 25 e 30 anni sono morti sul lavoro. Andrea Cricca aveva solo 25 anni ed è morto in un macchinario per la sminuzzatura del fieno in un’azienda agricola di Brusasco, nel Torinese. Josip Krizanec, camionista di origini croate, di anni ne aveva 30 e, sempre ieri, è morto seppellito dal carico di mais che doveva consegnare presso un’azienda della provincia di Cremona probabilmente a causa di un guasto nel sistema di apertura del rimorchio.
“Ad oggi contiamo 14 morti accertate sul lavoro, vale a dire diffuse dalla stampa nazionale e locale, da inizio anno. Come sempre a morire sono gli operai, senza discriminazione di età o settore – commenta il Presidente Nazionale ANMIL (Associazione Nazionale Fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) Antonio Di Bella – tutti in una condizione di precarietà, di mancanza di tutele dignitose, tutti sacrificabili a beneficio del profitto perché è importante ribadire quanto nessuna morte sul lavoro possa essere ricondotta alla fatalità ma, al contrario, sia determinata da carenze di sicurezza spesso scavalcate in un’ottica di risparmio o di incremento della produzione”.
A fare da drammatico sfondo a queste tragedie sono anche i dati Oxfam, diffusi lo scorso lunedì, che evidenziano come negli ultimi 15 anni il 91% dell’incremento della ricchezza nazionale sia andato alle famiglie più benestanti, mentre solo il 2,7% ha raggiunto quelle più bisognose.
In questa distopia di “fortune invertite”, per utilizzare un’espressione usata nel Rapporto Oxfam sulla distribuzione della ricchezza nel Paese, “ci stringiamo anche oggi alla tragedia insanabile che le famiglie di Josip e di Andrea stanno vivendo, offrendo loro il nostro immediato e totale supporto. Preghiamo inoltre con la famiglia dell’operaio di 38 anni precipitato ieri da un’impalcatura nell’area industriale di Sassa, nel territorio Aquilano, nella speranza che la nostra preghiera possa realizzarsi nella sua pronta e completa guarigione”, conclude il Presidente Di Bella.
