Roma, 4 feb. (askanews) – Concessi gli arresti domiciliari ad Angelo Simionato, il giovane, originario della provincia di Grosseto, accusato di aver partecipato all’aggressione di un poliziotto, durante gli scontri avvenuti a Torino nel corso della manifestazione per lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il 22enne è accusato, in particolare, di “concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico” e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice delle indagini preliminari del capoluogo piemontese ha anche disposto l’obbligo di firma per gli altri due attivisti che erano stati arrestati.
Il gip del tribunale di Torino ha convalidato gli arresti eseguiti in relazione agli scontri avvenuti in occasione della manifestazione in favore di Askatasuna, ma non ha accolto le richieste della procura rispetto alle misure cautelari da applicare. “Già a piede libero: vergogna”: ha commentato il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, che ha rilanciato l’attacco alla magistratura: “Votare sì al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”, postando immagini degli scontri a Torino.
“Siamo nell’Aula del Senato a Palazzo Madama dove oggi si discuterà anche dei fatti di Torino. Mentre siamo qui, apprendiamo che la magistratura ha già scarcerato due dei tre che erano stati arrestati per resistenza al pubblico ufficiale e altri eventuali reati. Come si fa a sostenere l’azione delle Forze dell’ordine quando la magistratura scarcera subito i già troppo pochi che erano stati arrestati? Sì, con l’obbligo della firma, ma non va bene. É una decisione che ci sconcerta, è una decisione che ci amareggia, è una decisione che offende il sacrificio delle Forze dell’ordine – lo dice il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, in un video pubblicato su Facebook -. Poi dicono che non si deve votare ‘sì’ per la riforma della giustizia. Questo è un ulteriore episodio di uso politico della giustizia. È una vergogna. Siamo, ancora di più, dalla parte del popolo in divisa e lo diremo oggi nell’Aula del Senato. Vergogna per chi rimette a piedi libero i pochi arrestati. Molti di più dovrebbero stare in carcere, invece i pochi che ci finiscono vengono subito liberati dalla magistratura. È una cosa indegna, indigna e ci fa arrabbiare molto”.
