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lunedì, 2 Febbraio, 2026
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Askatasuna, Nordio: repressione immediata e severa senza indulgenze

Roma, 2 feb. (askanews) – “Bisogna essere chiari, bisogna intervenire con una repressione che sia immediata, adeguata e severa: ha ragione la nostra premier Meloni a dire che ora spetta alla magistratura dimostrare, in piena autonomia e indipendenza, che la legge va rispettata senza se, senza ma e senza indulgenze”. Lo ha detto Carlo Nordio, ministro della Giustizia a 24 Mattino su Radio 24 sui fatti di Torino.

“Purtroppo, il diritto penale deve adeguarsi alla mutevolezza dei tempi e delle circostanze. In questo decreto – che ripeto sarà in discussione, o questo disegno di legge che sarà in discussione – alcune sanzioni penali vengono degradate a quelle amministrative, che vengono ritenute più efficaci e di più immediata applicazione. Per intenderci – ha continuato – invece di prevedere un arresto che poi si risolve in una pena sospesa, erogare una sanzione amministrativa di parecchie migliaia di euro, magari anche ai genitori dei minori violenti potrebbe essere più efficace. Il diritto penale segue l’evoluzione delle cose. Abbiamo introdotto il femminicidio perché in questi anni vi è stata una recrudescenza, anzi un’esplosione di questo tipo di dati. Abbiamo introdotto il reato di occupazione fraudolenta e abusiva, cosa che negli anni precedenti non c’era, per tutelare le persone più deboli e magari anche quelle senza casa che se la trovavano occupata. Adesso ci troviamo di fronte a queste manifestazioni. Io sono abbastanza anziano, anche come ex magistrato, per ricordarmi gli anni ’70, quando si è iniziata questa opera di legittimazione delle forze dell’ordine contro le aggressioni alle forze dell’ordine. Io ricordo il nome di un agente, si chiamava Annarumma, che è stato ucciso addirittura durante una di queste manifestazioni. E da lì è cominciata tutta una legislazione in un certo senso anche preventiva e repressiva, che però è stata tardiva, perché infatti dopo un po’ sono esplosi i terrorismi delle Brigate Rosse, di Prima Linea e di altre formazioni del marxismo-leninismo violento. Quindi, naturalmente, con equilibrio e anche con proporzione questa necessità è imposta dalla natura delle cose”.

Poi sulle similitudini con gli anni ’70, il ministro ha così risposto: “No, questo no perché all’epoca vi era una fortissima ideologizzazione da parte di queste bande, che vorrei ricordare peraltro l’estrema sinistra chiamava compagni che sbagliano. Oggi questo fanatismo politico ed ideologico non c’è però vi è sempre quello che c’era 50 anni fa, ovvero un odio profondo verso la civiltà occidentale, verso i regimi liberali e democratici che si esplica con questa violenza indiscriminata che può avere ora per oggetto la TAV o il ponte di Messina, speriamo non abbia le Olimpiadi ma comunque è una violenza fine a sé stessa per dimostrare questo odio inestinguibile verso la democrazia”, ha concluso.