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lunedì, 2 Febbraio, 2026
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Askatasuna,La Russa: la responsabilità è di chi organizza, i rischi li sapevano

Roma, 2 feb. (askanews) – “Siamo di fronte a un utilizzo della violenza immotivato e ricercato. Non è come poteva avvenire in altre epoche che la polizia ti impediva qualcosa e si apriva lo scontro. Qui c’è una decisione preventiva di attaccare lo Stato colpendo la polizia. Una decisione politica. E quindi di attaccare i figli del popolo che vestono la divisa”. Lo afferma in un’intervista al Giornale il presidente del Senato Ignazio La Russa osservando anche che “non è una dissociazione quella della sinistra: è un alibi. E gli alibi sono finiti. Certo che ti dissoci dall’episodio di violenza ma o blocchi il corteo o sei complice”.

Ci sono responsabilità politiche? “Sì. Da parte di quelli che dicono ogni volta la stessa cosa: ‘la manifestazione era pacifica poi si è inserita una frangia violenta…’. Non è così – sottolinea La Russa -. Quando organizzi una manifestazione che ha l’obiettivo dichiarato di solidarizzare con un centro sociale illegale, e sai che arrivano manifestanti da tutt’Italia e anche dall’estero, sai anche che ci sarà un epilogo violento. Li conosci benissimo quelli che chiamano black bloc”.

Insomma, aggiunge, “il corteo era la conditio sine qua non perché i black bloc potessero esercitare la violenza. Il corteo è l’acqua dentro la quale si muovono i pesci. Entrano ed escono dall’acqua molto velocemente. L’acqua li protegge. E quelli che fanno l’acqua sanno che stanno alimentando i pesci. In particolare quelli che rappresentano le istituzioni, ma non solo loro, non possono scrollarsi di dosso questa responsabilità” perchè “chi organizza e chi aderisce alla manifestazione lo sa. Allora, o è capace di buttare fuori dal corteo i violenti prima che il corteo si muova, oppure non fa partire il corteo. Fa una manifestazione senza corteo”.