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giovedì, 12 Febbraio, 2026
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Asse Meloni-Merz fa infuriare Sanchez, e Macron tenta di ricucire col tedesco

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Le alleanze a Bruxelles sono “variabili”, lo riconosce la stessa Giorgia Meloni, ma stavolta l’iniziativa italo-tedesca arriva a sollevare la dura protesta dello spagnolo Pedro Sanchez: il prevertice convocato prima del Consiglio informale di Alden Biesen è un metodo “divisivo”, fanno sapere fonti del governo spagnolo. La premier aveva precisato che simili iniziative “non sono contro qualcuno” ma alla Moncloa il ruolo svolto dal governo italiano non è piaciuto.

Alla riunione alla fine hanno partecipato 19 Paesi e la Commissione europea, Meloni ha spiegato che intende renderlo un formato strutturato, replicando il modello applicato sull’immigrazione: “Se Paesi si organizzano per cercare di fornire al Consiglio, che è quello che poi decide, elementi più precisi e una convergenza già definita, questo può aiutare il Consiglio e può aiutare la Commissione”. Parole distensive Meloni le aveva rivolte in particolare alla Francia, che pure ha deciso di partecipare al prevertice: “C’è sicuramente un motore italotedesco, una convergenza con Merz, ma è qualcosa che non si fa contro o escludendo qualcun altro: la Francia partecipa al tavolo sulla competitività ed è un bene perchè è un paese importante”. Anche Merz e Macron hanno voluto smussare le distanza, almeno sul piano dell’immagine: dopo il pre vertice si sono presentati insieme al doorstep del Consiglio informale, assicurando “concordia” sugli obiettivi.

Insomma, l’iniziativa sembrava “assorbita”. Ma a far risalire la tensione è stato Pedro Sanchez, affidando ai media spagnoli un messaggio chiaro: “I negoziati – ricostruisce ad esempio El Pais – si sono svolti a livello di sherpa, secondo fonti governative, e quando l’incontro ha iniziato a prendere forma, la Spagna ha dichiarato di non ritenere opportuno tenere riunioni preliminari che escludessero alcuni paesi. In seguito, l’Italia ha deciso di non invitare la Spagna, che si era opposta all’incontro”. Dunque, spiegano le fonti spagnole, “abbiamo comunicato al governo italiano che questo tipo di iniziativa mina i principi fondamentali dell’Ue e, invece di avvicinare le soluzioni, le allontana ulteriormente”.

Da palazzo Chigi arriva però una versione diversa: dopo il prevertice, Meloni e Sanchez hanno avuto modo di confrontarsi a margine del Consiglio informale, e “nel corso del colloquio, il Presidente Sanchez non ha sollevato alcuna questione in merito al mancato invito alla riunione di coordinamento svoltosi nella mattinata prima dell’avvio dei lavori al Castello di Alden Biesen”. Insomma, nessun pentimento sull’iniziativa, che anzi Meloni vuole “strutturare” e che ha già un prossimo incontro fissato: “I leader hanno concordato di rivedersi già a margine del Consiglio europeo di marzo per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alle definizione di obiettivi concreti e scadenze precise”.

Si vedrà dunque presto, tra poco più di un mese, che piega prenderà l’iniziativa dei Paesi “like-minded” che in questo caso sono i tre quarti dei membri dell’Unione. Sapendo appunto che le maggioranze sono variabili, e che ci si può ritrovare su fronti diversi a seconda del dossier esaminato. Sulla coesione Meloni è stata chiara: “Non è alternativa alla competitività, perchè senza coesione tu lasci indietro interi territori, non ci sono le infrastrutture adeguate e dunque mini la competitività, e su questo ci troveremo d’accordo con i Paesi del Sud piuttosto che con i Paesi del Nord”.

Altrettanto chiaro Merz in serata: ha ribadito la contrarietà netta agli Eurobond, e ha scaricato sul bilancio comunitario l’onere di trovare risorse per finanziare la competitività: “Dobbiamo fare con i soldi che abbiamo, sul quadro finanziario la discussione sarà difficile”. E ad alleanze variabili.