Roma, 15 apr. (askanews) – Presso la CEO for Life Clubhouse a Roma, il Policy Observatory della Luiss School of Government, ha presentato i risultati della ricerca ‘Rafforzare la legalità nei mercati regolati. Analisi delle criticità e proposte di intervento a tutela del gettito e della concorrenza’, analizzando le dinamiche della filiera dei prodotti accessori ai tabacchi (PAT). Lo studio rivela un dato preoccupante: oltre un consumatore su tre si rivolge oggi a canali d’acquisto paralleli.
Lo studio individua tre direttrici di intervento, per ristabilire coerenza tra regolazione e funzionamento del mercato: la Revisione dell’imposta di consumo, il Rafforzamento dei presidi lungo la filiera attraverso depositi fiscali o sistemi equivalenti e l’introduzione di sistemi di tracciabilità, attraverso codici identificativi univoci per i prodotti. Ne ha parlato Domenico Lombardi, Direttore Policy Observatory Luiss School of Government: “Abbiamo strutturato il mercato con un’analisi innovativa, abbiamo generato questo dataset che ci ha consentito di mappare una serie di fenomeni e da questo derivare una serie di implicazioni per rafforzare la compliance fiscale e quindi, in una parola, la legalità. Analizzeremo i commenti e su questa base condivideremo le proposte con i policymaker e con i legislatori”.
Il rapporto analizza l’impatto della normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, che prevede, per i prodotti accessori, un’imposta di consumo di 0,0036 euro per pezzo, riservandone la vendita in esclusiva alle rivendite di generi di monopolio e vietando contestualmente il commercio online. Ha così parlato Luigi Liberatore, Direttore Centrale Direzione Accise dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: “Dallo studio della Luiss emergono alcune criticità. Di fatto, sono previste delle misure di policy che secondo me vanno valutate in modo approfondito. Come direzione accise abbiamo già fatto un’ulteriore proposta per introdurre la figura di depositi, anche per quanto riguarda i prodotti accessori del tabacco. Ritengo che sia fondamentale creare una soglia all’ingresso relativamente ai soggetti che andranno a commercializzare questi prodotti”.
Dati che confermano l’allarme lanciato da ASSOPAT (Associazione Nazionale Operatori Prodotti Accessori ai Tabacchi), associazione che rappresenta un comparto da 1 miliardo di euro di fatturato e 100.000 addetti, che denuncia da tempo come l’attuale tassazione italiana superiore al 100% del prezzo all’ingrosso rappresenti un’anomalia europea capace di favorire il mercato sommerso e danneggiare il gettito erariale. In merito, si è così espresso il presidente di ASSOPAT Marco Fabbrini: “Praticamente, in 4 anni l’evasione è passata dal 20 al 40%. Questo è facilmente verificabile grazie al combinato disposto delle vendite di tabacco trinciato e gli incassi da imposte di consumo dello Stato. Si può intervenire su tre fronti: la fiscalità, la tracciabilità e i controlli”.
L’obiettivo di ASSOPAT è quindi quello di promuovere un dialogo trasparente e responsabile con le Istituzioni e le Autorità competenti, così da favorire un quadro regolatorio chiaro, coerente e proporzionato.
