HomeAskanewsAtletica, Jacobs: "Per vincere serve un 9.90 basso"

Atletica, Jacobs: "Per vincere serve un 9.90 basso"

Roma, 10 ago. (askanews) – Nel giorno dell’apertura degli Europei di atletica di Birmingham, la Nazionale italiana ricorda Livio Berruti. A farlo per primo è il presidente Fidal Stefano Mei, durante la conferenza stampa a Casa Atletica Italiana. “Prima di tutto vorrei ricordare Livio Berruti”, dice Mei, sottolineando il legame dell’ex campione con il movimento azzurro. “Ci mancherà molto”.

Poi lo sguardo si sposta sulla squadra italiana, la più numerosa di sempre agli Europei, e sulla crescita del movimento. Mei torna anche sull’eredità di quella storica notte del primo agosto 2021, quando Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi conquistarono due ori olimpici a Tokyo. “È la sera più memorabile dello sport italiano”, sottolinea, ricordando come quei successi abbiano contribuito ad alimentare un movimento che oggi coinvolge migliaia di giovani.

Sul caso di Mattia Furlani, costretto al ritiro dopo l’infortunio durante la qualificazione del lungo, Mei invita alla prudenza: “Ha avuto un problema fisico, ha voluto provarci. Speriamo non sia niente di serio e poi avrà tutto il tempo di rimettersi a posto per la prossima stagione. Non è qui che doveva dimostrare il suo valore. Ha 21 anni, tutto il tempo davanti a sé”.

Marcell Jacobs arriva ai 100 metri di Birmingham con l’obiettivo di conquistare il terzo titolo europeo. “Sto bene. Questo è l’obiettivo dell’anno, arrivo qui con due titoli europei vinti e punto al terzo. La stagione è in crescendo, non vedo l’ora di entrare in gara”. Il campione olimpico di Tokyo dice di aver ritrovato fiducia e motivazioni: “Mi sento lo stesso ragazzo di quel giorno, con la stessa voglia e determinazione. Sono maturato tanto dal punto di vista mentale. Ho più grinta oggi che allora”.

Tra gli avversari indica il britannico Romell Glave, che lo ha battuto a Savona prima della risposta azzurra a Eisenstadt. E sulla pista di Birmingham aggiunge: “Guardando ai risultati delle batterie dei 100 metri femminili, per vincere può servire un crono di 9.90 basso, forse anche qualcosa meno”.

Jacobs dedica un pensiero anche a Chituru Ali, convinto che abbia qualità per correre molto forte, e alla nuova generazione: “Mi piacerebbe avere un giovane che si alleni con me”. Poi il ricordo di Berruti, che lo aveva indicato come possibile erede: “Ero rimasto molto colpito dalle sue parole. Detto da chi era stato il primo italiano a vincere i 200 metri alle Olimpiadi, è come se ci fosse un legame”.

Gianmarco Tamberi, campione europeo in carica del salto in alto, arriva a Birmingham dopo una stagione complicata. “Sono contento di essere qui, è bello esserci per poter tornare ad ambire a qualcosa di più importante”. Dopo l’intervento al ginocchio effettuato alla fine del 2024, il campione azzurro racconta di aver perso sicurezza nel gesto tecnico. Ora però sente una condizione fisica migliore: “Devo tornare a credere nel mio corpo”.

L’obiettivo resta quello di difendere il titolo europeo: “Sarà difficile, ma non ho paura di dirlo”. Tamberi considera questa Nazionale “la squadra più forte di sempre” e vede nei giovani “un grande fuoco, quello di chi non vuole accontentarsi di grandi risultati”.

Poi il pensiero torna a Berruti: “Non ho avuto l’onore di conoscerlo di persona. Ma il nostro compito è scendere in pedana con un motivo in più per renderlo orgoglioso”. E c’è una motivazione speciale per la finale del 14 agosto: “La piccola Camilla compirà un anno proprio quel giorno. Mentirei se dicessi che gli stimoli sono gli stessi di Tokyo. Ho una fame enorme di fare risultati. L’oro del 2021 non mi ha appagato”.

Nel triplo, Andy Diaz, campione mondiale indoor e leader mondiale dell’anno, punta in alto: “Le sensazioni migliorano gara dopo gara e ho voglia di andare sempre più lontano”. Il primo obiettivo sarà la qualificazione. Diaz ha anche scelto un modo originale per portare l’Italia con sé: “Ho le unghie colorate, cerco di portare il tricolore ovunque”.

Andrea Dallavalle, argento mondiale, arriva invece senza troppe aspettative: “Quello che è successo nella passata stagione ha messo più riflettori su di me. Voglio dimostrare di essere quello dell’anno scorso”. E scherza sul suo portafortuna: “Ho ritrovato le mutande di Diabolik”.

Nel salto in alto, il ventenne Matteo Sioli, campione europeo U23, affronta l’appuntamento con serenità: “Sono tranquillo, non vedo l’ora di godermi le sensazioni da gara. La maglia azzurra ha un peso maggiore, rappresentare l’Italia mi dà molta più forza”. E ricorda il primo incontro con Tamberi, due anni fa a Bellinzona: “Quando si incontra un idolo si fa fatica a parlare. Ero emozionato, tanto da non realizzare che stavo gareggiando con atleti che avevo visto solo in televisione”. (Foto Grana/Fidal)