HomeAskanewsAttentato a Ranucci, Lavitola ammette: il mandante sono stato io

Attentato a Ranucci, Lavitola ammette: il mandante sono stato io

Roma, 12 ago. (askanews) – Valter Lavitola ha ammesso di essere stato il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Roma, nel corso di quasi 5 ore di interrogatorio, “ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura della Repubblica ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato”. Il dato fattuale è stato spiegato dal difensore dell’imprenditore, l’avvocato Sergio Cola, parlando con i numerosi cronisti fuori dal carcere di Rebibbia.

Lavitola – sempre secondo il legale – avrebbe agito “per tutelare la incolumità di Ranucci, che era oggetto di parecchi e pericolosi tentativi di aggredirlo. Anche perché Ranucci, non aveva, all’epoca, una protezione, ma aveva solamente due uomini di scorta. Siccome gli attentatori, a modo di vedere di Lavitola, erano pericolosissimi lui l’ha fatto perché poi in effetti, dopo l’attentato la scorta è stata più che raddoppiata si è passata da due a otto agenti, che hanno fatto protezione a a ferro di cavallo”.