Roma, 22 lug. (askanews) – Il tribunale del riesame della Capitale ha confermato l’ordinanza di custodia e l’aggravante del metodo mafioso contestata alle 4 persone raggiunte da misura cautelare in relazione all’attentato nei confronti di Sigfrido Ranucci. Il fatto è avvenuto il 16 ottobre 2025 – si ricorda – in località Campo Ascolano, nel litorale romano. Nei giorni scorsi i difensori degli indagati avevano sollecitato l’annullamento dell’ordinanza di custodia o la concessione degli arresti domiciliari. Le quattro persone accusate di aver compiuto l’attentato a Sigfrido Ranucci, tutti residenti tra la provincia di Napoli e l’area dell’Avellinese, sono: Antonio Passariello ed il figlio Pellegrino D’Avino e Saverio Mutone. Ai domiciliari è invece Marika De Filippi, compagna di D’Avino.
Nei loro confronti la misura cautelare è stata eseguita il 30 giugno scorso. D’Avino è uno degli arrestati come presunto esecutore dell’attentato all’abitazione del conduttore di Report. I quattro indagati al vaglio del tribunale del riesame sono considerati gli esecutori materiali dell’esplosione dell’ordigno piazzato davanti all’abitazione del conduttore Rai a Pomezia.
Secondo la Procura l’azione criminosa sarebbe stata commissionata dall’imprenditore Valter Lavitola e pagata tra i 5mila e i 10mila euro. Tramite un suo collaboratore, Gomes Clesio Tavares, Lavitola avrebbe assoldato il gruppo, la presunta ‘Banda’.
