Roma, 1 lug. (askanews) – Continua il momento positivo del mercato italiano dell’auto: anche a giugno le immatricolazioni di veicoli passeggeri hanno fatto segnare un risultato brillante: +10,6%, proseguendo il trend che da inizio anno ha permesso di rimanere sempre costantemente in attivo (gennaio +6,4%, febbraio +14,3%, marzo +7,8%, aprile +11,6% e maggio +7,6%). Il primo semestre, riporta Dataforce con una elaborazione dei dati forniti dal ministero di Infrastrutture e Trasporti, “si chiude con un lusinghiero +9,7%”.
Situazione diametralmente opposta per i veicoli commerciali leggeri, nel 2026 costantemente in rosso in tutti i primi 6 mesi. A giugno il risultato di questo settore è di -12,6%, mentre nel cumulato del semestre è di -5,6%.
Quest’anno, prosegue Dataforce con un comunicato, il mese di giugno ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al 2025 (21 anziché 20). Non è però questo il motivo del risultato positivo del mese che ha concluso il primo semestre: i volumi delle immatricolazioni sono cresciuti di più di 10 punti percentuali, con oltre 14.000 targhe aggiuntive rispetto al giugno precedente grazie a un eccellente performance del canale dei privati (+17,1%) che ha immatricolato 80.000 auto nuove. Nel sesto mese del 2026 sono state targate esattamente 147.633 automobili.
Bene anche tutti gli altri canali (incluso quello delle auto-immatricolazioni, che va bene perché ha perso oltre 12 punti). Particolarmente positiva la prestazione del noleggio a breve termine: +57,4% con un volume di nuove targhe superiore alle 10.000 unità. Meno vistosi, ma comunque positivi, i risultati del canale degli acquisti diretti delle Società (+4,2%) e del noleggio a lungo termine (+2,4%), con quest’ultimo finalmente in ripresa dopo alcuni mesi di flessione e il risicato pareggio di maggio. Giunti al giro di boa di metà anno, il mercato dell’auto in Italia nei primi 6 mesi ha immatricolato 945.000 automobili, con una crescita del 9,7% che significa 83.500 targhe aggiuntive sul 2025.
Il comparto dei veicoli commerciali leggeri, invece, continua a rimanere in territorio negativo: a giugno sono state targate poco più di 16.000 unità (circa 2.300 in meno) per una flessione percentuale di 12,6 punti. Da gennaio a giugno il risultato rimane in rosso, anche se il passivo del cumulato è più contenuto (-5,6%): il comparto è decisamente in crisi ed è difficile che gli incentivi all’acquisto varati in questi giorni dal Governo a favore delle PMI possano aiutare il mercato degli LCV a uscire dalle secche.
Sempre in merito all’analisi in ambito LCV, secondo Datanforce il passivo di giugno è determinato da un pesante calo del canale del noleggio a lungo termine (-29,3%), da una flessione accentuata delle auto-immatricolazioni (-16,5%), da una caduta di quasi 7 punti degli acquisti diretti delle Società, mentre i “privati” (ditte, artigiani e professionisti) si sono attestati su risultati similari al giugno precedente. Unico canale in deciso rialzo a giugno è quello del noleggio a breve termine: +61,2%, che nel mese conquista una quota di mercato molto vicina al 10%.
Sul fronte delle alimentazioni, nelle Passenger Cars prosegue la crescita massiccia delle elettriche pure, grazie alla coda dell’Ecobonus 2025, che fanno registrare l’ennesimo balzo in avanti (+89,7%) raggiungendo a giugno una quota di mercato del 10,4%. Ugualmente significativa l’avanzata delle ibride “vere” (+45,1%), trainate soprattutto dalle plug-in hybrid (+61,9%) ma anche dalle full hybrid (+35,7%). Nel sesto mese dell’anno HEV+PHEV raggiungono una market share del 26,3% (oltre 6 punti in più rispetto a giugno 2025). Male tutte le altre principali tipologie di alimentazione: flessione contenuta per le benzina, -1,6% (nonostante i 12 punti di crescita delle mild hybrid), ennesimo calo pesante per le diesel (-20,1%), in sostanziale pareggio le immatricolazioni delle vetture a gpl (+1,7%).
Sul versante dei brand, continua il momento positivo di Fiat (+26,8%) e di Leapmotor. Quest’ultima, rileva però Dataforce, rallenta rispetto ai mesi precedenti perché la spinta delle consegne delle auto elettriche prenotate con incentivo alla fine del 2025 si sta esaurendo. Leapmotor, comunque, a giugno sfiora le 3.400 immatricolazioni. Molto bene anche Dacia che, dopo qualche mese di appannamento, torna a correre (+20,5% a giugno) e si piazza sul podio, strappando il terzo posto assoluto a Volkswagen. Ottime performance di Peugeot (+31,5%) e Citroen (+20,1%), pur con molte km zero per entrambe, ma il risultato più impressionante è quello di BYD che per la prima volta supera le 6.000 immatricolazioni in un mese e conquista una quota di mercato superiore al 4%. BYD continua però a far registrare un mix molto alto sul canale del noleggio a breve termine.
“La fotografia del semestre racconta un mercato profondamente sbilanciato con il dato dei privati che va interpretato con prudenza”, commenta Salvatore Saladino, General Manager di Dataforce Italia. “Le immatricolazioni crescono, soprattutto le elettriche della coda ecobonus 2025, ma non significa necessariamente che stia crescendo la domanda. Dal mercato arrivano segnali molto diversi: il traffico nelle concessionarie resta debole e i portafogli ordini non indicano un’accelerazione della propensione all’acquisto. È probabile che una parte importante della crescita rifletta soprattutto una migliore disponibilità di prodotto, politiche commerciali più aggressive e una riduzione delle autoimmatricolazioni, più che un reale rafforzamento della domanda finale. Il noleggio a lungo termine continua a risentire dell’incertezza normativa generata dal nuovo regime del fringe benefit e dall’impasse generata dalla nuova regolamentazione dell’IPT, che qualche ritardo di immatricolazione lo sta generando, mentre il comparto dei veicoli commerciali leggeri è entrato in una vera fase recessiva: otto mesi consecutivi di contrazione rappresentano un segnale che non può più essere considerato congiunturale. Gli incentivi appena annunciati per i mezzi commerciali elettrici avranno un impatto marginale sui numeri del mercato. Possono aiutare qualche migliaio di acquisti, ma non sono sufficienti per invertire una crisi strutturale. Il primo semestre fotografa un mercato che immatricola più auto, ma che non appare più solido. Le targhe crescono, tuttavia il sentiment della rete vendita continua a essere improntato alla cautela. Se nei prossimi mesi non dovesse ricostituirsi un portafoglio ordini consistente, la seconda parte dell’anno potrebbe risultare molto meno brillante della prima”.
