Roma, 9 gen. (askanews) – Un provvedimento in arrivo “nei prossimi Cdm” per contrastare il fenomeno “fuori controllo” di baby gang e ‘maranza’; l’ipotesi di un altro possibile “intervento di natura legislativa” sul meccanismo di sottrazioni e affidi di minori, dopo le criticità emerse dal caso della famiglia nel bosco; “nessuna iniziativa del governo” invece su fine vita e suicidio assistito, su cui “il governo si rimetterà al Parlamento e alle sue decisioni”. Tre le 40 domande cui ha risposto nella conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta anche su varie questioni di natura sociale che stanno interessando le cronache italiane negli ultimi mesi.
“BABY GANG E ‘MARANZA’ FUORI CONTROLLO: PRESTO INTERVENTO IN CDM” – Per Meloni il tema delle baby gang è “un’altra situazione fuori controllo” legata alla sicurezza del Paese e per questo “il governo sta lavorando a un provvedimento per contrastare il fenomeno”. In particolare, ha spiegato, il decreto Caivano “non basta, perché il fenomeno dei ‘maranza’ e delle gang giovanili continua a imperversare, quindi stiamo lavorando a un altro provvedimento specifico su questo tema che verrà presentato nei prossimi Cdm”. La premier ne ha quindi anticipato alcuni contenuti: “Quasi sempre questi atti di violenza sono commessi con armi da taglio più che da fuoco. Quindi penso vada vietato il porto con una aggravante nel caso di persone travisate o gruppi di persone che si riuniscono in luoghi sensibili. Va vietata la vendita anche online di armi da taglio e simili. Ci saranno sanzioni nei confronti dei genitori responsabili di questi minori. Queste sono alcune misure su cui stiamo lavorando”.
“FAMIGLIE NEL BOSCO, POSSIBILE REVISIONE NORME SU SOTTRAZIONI E AFFIDI MINORI” – Affrontando invece il caso della famiglia nel bosco, il presidente del Consiglio non ha escluso “che possa essere in futuro necessario un intervento di natura legislativa” sulle procedure di sottrazione e affido dei minori, fenomeno che “potrebbe essere un po’ sfuggito di mano”. “Quando si tolgono dei bambini ai genitori – ha detto – si deve avere la certezza che quei bambini stanno meglio lontani dai loro genitori piuttosto che con i loro genitori. Il caso degli affidi e dei bambini sottratti alle famiglie deve essere molto estremo: se la questione diventa morale e ideologica abbiamo un problema. Se diventa stabilire qual è il giusto contesto di educazione, mi si deve spiegare perchè non possono crescere in un bosco e possono in un campo rom o una baraccopoli. Il nostro ordinamento di fronte a una famiglia in difficoltà storicamente lavora per aiutarla, è quello il modo giusto di procedere”. In particolare Meloni ha riferito di avere chiesto al Guardasigilli Nordio “un quadro complessivo di quanti siano i minori sottratti alle famiglie in Italia e la cosa incredibile è che non esiste un monitoraggio immediato e costante. Tant’è – ha proseguito – che abbiamo una proposta di legge del governo in Parlamento che istituisce due registri su questo tema, uno presso ogni Tribunale e uno presso la Presidenza del Consiglio, perchè noi si possa avere un quadro complessivo di quanti sono i casi e di come sta andando nel nostro ordinamento, anche per decidere se sia il caso di intervenire. E’ arrivato il momento di studiare più a fondo questa questione”.
“LEGGE FINE VITA, LO STATO NON FAVORISCE PERCORSI DI SUICIDIO” – Riguardo una legge sul suicidio assistito, Meloni ha precisato che “se io sia favorevole o meno dipende dai contenuti” del provvedimento sul quale “sta lavorando il Parlamento e quindi non ci sono iniziative governative. Ci rimettiamo al Parlamento e alle sue decisioni” ma, ha sottolineato, “il compito dello Stato e delle istituzioni non è favorire percorsi per suicidarsi, ma semmai cercare di rimuovere o di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà che peggiorano la situazione di chi ha gravi patologie e dei suoi familiari. Questo è il lavoro che fa governo e che abbiamo fatto con l’aumento delle risorse per le cure palliative, anche con questa legge di bilancio, con l’aumento delle risorse per l’assistenza domiciliare ed è quello che il governo fa con il prossimo ddl sui care giver familiari, che intendiamo portare in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Il nostro compito è combattere la solitudine, l’abbandono, le difficoltà che spesso contribuiscono a far vedere l’opzione del suicidio assistito come un’unica opzione possibile”, ha concluso Meloni.
“PIU’ POSTI IN CARCERE, INDULTO-AMNISTIA NON RISOLVONO” – Infine Meloni è intervenuta anche sulla questione dell’emergenza carceraria: “In Italia – ha ricordato – non ci sono abbastanza posti nelle carceri e quindi il governo sta facendo un piano per arrivare a coprire la carenza che oggi c’è. Undicimila nuovi posti per la fine del 2027 è il nostro obiettivo: questo è il modo serio per difendere la dignità dei detenuti, senza compromettere la dignità dello Stato”, perchè “uno Stato serio questo tema lo deve affrontare con risposte strutturali. I provvedimenti di amnistia, indulto, concessione di uscita anticipata, ci sono varie formule, sono dei provvedimenti tampone, sono stati sperimentati molte volte in passato e non hanno risolto nulla. Anzi, per paradosso, hanno consentito alla politica di fare finta che il problema non esistesse più”. Per Meloni infine “è importante che il Parlamento proceda velocemente nell’approvazione del disegno di legge di iniziativa governativa per favorire il trasferimento nelle comunità terapeutiche dei detenuti tossicodipendenti: può aiutarci ad abbassare la pressione sulle carceri ma anche dare una possibilità di recupero reale a detenuti che possono avere una speranza migliore per il futuro”, ha concluso.
