Roma, 15 gen. (askanews) – In Italia e non solo, in generale in nei Paesi della Unione europea la politica non deve ostacolare le operazioni di aggregazione tra banche, né a livello nazionale né tra Paesi. “È molto bello parlare di unione dei mercati dei capitali. Ma poi non si tratta solo di una narrativa, si tratta della realtà. E sfortunatamente, la realtà è diversa, a volte si creano difficoltà politiche”. Lo ha affermato il vicepresidente della Banca centrale europea, lo spagnolo Luis de Guindos, rispondendo a una domanda sull’uso del “golden power” su operazioni bancarie in Italia, in particolare su quella tra UniCredit e Bpm, durante una audizione al parlamento europeo.
“Non si tratta solo del caso dell’Italia, penso che ci siano anche altri esempi molto concreti, come ben sapete, in altri Paesi e in altre giurisdizioni – ha detto – dove difficoltà e ostacoli sono stati sollevati dalle autorità” a questo tipo di operazioni.
Posto che ha evitato di intervenire sulle singole operazioni, De Guindos ha ricordato che oltre alla Bce anche la Commissione europea “è stata molto chiara” sulla non interferenza della politica in queste operazioni. Tanto che a Bruxelles “hanno avviato procedure su queste giurisdizioni che hanno creato difficoltà ai processi di consolidamento dell’industria bancaria in Europa. E lasciatemelo dire in modo molto chiaro: (alla Bce) siamo a favore delle fusioni transfrontaliere. Penso che sarebbe ottimale in termini di una vera unione bancaria in Europa”, ha concluso.
