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giovedì, 15 Gennaio, 2026
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Bankitalia, Panetta: in Italia salari orari reali fermi dal 2000

Roma, 15 gen. (askanews) – In Italia “la produttività ristagna da un quarto di secolo; la capacità di innovare resta distante dai paesi alla frontiera tecnologica. Questi freni alla crescita si traducono in una dinamica dei redditi e dei salari persistentemente debole, che da tempo limita le scelte e le prospettive delle persone, soprattutto delle donne e dei giovani”. E nel frattempo “dal 2000, i salari orari in Italia sono rimasti pressoché fermi in termini reali, contro una crescita del 21 per cento in Germania e del 14 in Francia”. Lo ha rilevato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico 2025-26 dell’Università degli Studi di Messina.

Su questo andamento, ha spiegato “ha inciso in modo rilevante lo shock inflazionistico conseguente alla crisi energetica. Oggi in Italia i prezzi al consumo sono più alti del 20 per cento rispetto al 2019. Le retribuzioni nominali di fatto sono cresciute del 12, con una riduzione in termini reali di 8 punti percentuali. Negli altri principali paesi europei la perdita iniziale è stata invece riassorbita”.

“Da noi, tuttavia, la politica fiscale e la crescita dell’occupazione hanno compensato la perdita di potere d’acquisto delle famiglie. Dal 2021, gli sgravi fiscali, soprattutto a favore dei redditi medio-bassi, hanno aumentato le retribuzioni nette di 5 punti percentuali – ha rimarcato il governatore – riducendo la perdita in termini reali a 3 punti. In parallelo, è cresciuto il numero dei percettori di reddito da lavoro, in particolare tra i nuclei familiari più fragili; tenendo conto di questo effetto e dei trasferimenti pubblici, il reddito reale disponibile delle famiglie è tornato sui livelli precedenti lo shock inflazionistico, compensando l’erosione del potere d’acquisto e il drenaggio fiscale”.

“Guardando avanti, la crescita dei redditi non potrà però poggiare in modo permanente sulla politica fiscale. I margini di bilancio sono limitati – ha ricordato il banchiere centrale – e gli interventi pubblici possono fornire solo un sostegno temporaneo in situazioni eccezionali. Aumenti duraturi dei salari richiedono che la produttività torni a crescere a ritmi sostenuti e che i suoi benefici siano adeguatamente ripartiti tra capitale e lavoro”.

Secondo Panetta, “occorre uno sviluppo basato su investimenti, innovazione e produttività, in grado di sostenere salari più elevati e migliori prospettive di lavoro. Lo impongono le trasformazioni dell’economia mondiale. Lo rende necessario il vincolo demografico di un paese che invecchia rapidamente e in cui i giovani che entrano nel mercato del lavoro saranno sempre meno numerosi”.