Roma, 2 apr. (askanews) – La guerra in Iran “ha reso le prospettive notevolmente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica” e, in questo quadro, la Bce riafferma di essere “determinata ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”. Nell’ultimo bollettino economico, l’istituzione ribadisce che per le future decisioni sui tassi “seguirà un approccio guidato dai dati secondo il quale le decisioni (del Consiglio direttivo) vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”.
La prossima riunione monetaria del direttorio è calendarizzata per il 29 e 30 aprile, e da giorni i mercati si interrogano se in quella occasione possa essere deciso un primo rialzo dei tassi cautelativo. La settimana prossima i banchieri centrali dell’eurozona si riuniranno poi per un ritiro a porte chiuse a Parigi, da cui non sono attese decisioni.
Secondo la Bce, il conflitto in Medio Oriente “avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine per effetto dei rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra”. Ad ogni modo l’istituzione reputa di trovarsi “in una posizione favorevole” per affrontare l’incertezza. “Negli ultimi trimestri l’inflazione si è collocata intorno all’obiettivo del 2 per cento, le aspettative di inflazione a più lungo termine risultano saldamente ancorate e l’economia ha evidenziato una buona capacità di tenuta”.
“Le informazioni che si renderanno disponibili nel prossimo periodo consentiranno al Consiglio direttivo di valutare l’impatto del conflitto sulle prospettive di inflazione e sui rischi a esse associati. Il Consiglio direttivo segue attentamente la situazione – conclude il Bollettino – e il suo approccio guidato dai dati contribuirà alla definizione di una politica monetaria adeguata”.
