Roma, 18 set. (askanews) – Le prossime decisioni di politica monetaria della Bce “dipenderanno dal futuro, perché viviamo in una tale incertezza che abbiamo deciso di valutare la situazione e guardare i dati e esaminare tre cose. Le prospettive di inflazione, l’inflazione di fondo e la trasmissione della nostra politica monetaria nell’economia. Sulla base di questi tre elementi, e dei dati che riceviamo, e delle previsioni che elaboriamo, decidiamo cosa fare. L’unica cosa su cui siamo assolutamente certi è l’obiettivo: dobbiamo riportare l’inflazione a 2% e dobbiamo garantire stabilità dei prezzi agli europei”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde intervistata dalla radio irlandese RTE, mentre a Dublino oggi e domani si svolgono Eurogruppo e Ecofin informali.
“Questo è quello che dobbiamo fare e decideremo, volta per volta cosa si appropriato: se dobbiamo mantenere i tassi, alzarli o abbassarli, cosa che adesso è molto improbabile”, ha spiegato.
Alla Bce “il compito chiave che abbiamo è l’inflazione, ovviamente siamo attenti anche ai costi dell’immobiliare, all’occupazione e al momento abbiamo una situazione in cui la crescita è un po’ più promettente di quello che pensavamo. L’occupazione è in una situazione positiva e abbiamo bassa disoccupazione nella maggior parte delle economie dell’area euro. Però abbiamo i costi dell’energia, i prezzi dell’energia che stanno salendo. E quello che a cui dobbiamo stare molto attenti è che non dobbiamo solo reagire ai rialzi dell’energia. Non è così semplice, e un po’ più complicato: dobbiamo evitare che l’inflazione prenda piede. Sta avendo un impatto sulle trattative salariali? Per ora non lo vediamo, ma penso che con gli aumenti dei tassi siamo in una buona posizione per valutare se l’inflazione sta prendendo piede”.
“Le banche centrali non possono riaprire lo stretto di Hormuz e non possono con un miracolo installare pannelli solari. Quello che possono fare è assicurare la stabilità dei prezzi e per farlo dobbiamo anticipare quali sono le conseguenze dei rialzi dell’energia sul resto dell’economia. Dobbiamo segnalare a tutti che siamo molto seri sul mantenere l’inflazione al 2%. Per ora l’abbiamo al 3,3% nell’area euro, dobbiamo farla tornare al 2%”, ha concluso.

