HomeAskanewsBce, Lagarde lascia a febbraio: "Non posso più restare neutrale"

Bce, Lagarde lascia a febbraio: "Non posso più restare neutrale"

Roma, 29 ott. (askanews) – Ancora tre mesi e poi Christine Lagarde lascerà la presidenza della Bce. A febbraio invece che a fine ottobre, perché intende “impegnarsi su questioni che non sono di politica monetaria” e vuole poterlo fare con piena “libertà di espressione e di parola”, senza i vincoli di neutralità di un banchiere centrale. “Non posso e non penso di poter restare neutrale. Non penso di potermi sentire a mio agio in questa neutralità nella fase attuale, sono interessata alla verità e vedo troppo spesso viene danneggiata, contestata e distorta”. Con queste parole ha parzialmente spiegato il suo annuncio, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Oggi i banchieri centrali dell’area euro erano nuovamente riuniti per le decisioni sui tassi di interesse. Hanno confermato all’unanimità il livello attuale, il principale riferimento resta quindi al 2,50%. Ma nel tradizionale incontro esplicativo con la stampa, Lagarde ha lanciato chiari segnali sull’intenzione di procedere a un rialzo a dicembre.

Inevitabilmente, tuttavia, la conferenza è stata dominata delle domande sull’annuncio che, poche ore prima, la stessa Bce aveva diramato sul proposito di Lagarde di lasciare il 7 febbraio. E forse per evitare in diretta domande che avrebbero potuto anche risultare scomode, la presidente uscente ha deciso di non rispondere volta per volta, ma di parlare solo di politica monetaria e poi, a fine conferenza stampa, di rilasciare una dichiarazione senza accettare altre domande.

“Non c’è mai un momento giusto per lanciare”, ha detto. Ma “in questa fase, relativamente a diversi aspetti nel mondo, non solo in Europa, penso che la mia voce, la mia iniziativa possa aiutare relativamente ai principi che mi stanno a cuore. Ci sono cose che posso dire. Se poi la gente mi ascolterà o meno è un’altra questione. Ma sento di dover dire queste cose e non posso farlo nella mia posizione attuale. Voilà!”. E così ha concluso.

L’annuncio di oggi in realtà non è un fulmine a ciel sereno. Sono mesi che questa ipotesi circolava, a seguito di dichiarazioni della stessa Lagarde. Sono ripetutamente circolate ipotesi che la vedrebbero rilevare la presidenza del World Economic Forum.

Ma, aspetto ben più controverso, secondo alcune ricostruzioni alla base della mossa ci sarebbero motivazioni non proprio compatibili con i principi di autonomia della banca centrale. Uno dei motivi, mai confermato da Lagarde, sarebbe infatti consentire che la nomina del prossimo presidente Bce venga regolata dall’attuale presidente della Francia, Emmanuel Macron, per evitare che invece ricada nei compiti del futuro presidente, in particolare se dovesse venire eletta Marine Le Pen o un altro esponente del Front National.

La stessa ex ministra francese non ha ritenuto di chiarire ulteriormente i suoi propositi.

Intanto la corsa alla successione è già scattata. La procedura di nomina del presidente e dei componenti del Comitato esecutivo della Bce, che sono cinque in totale, è regolata dall’articolo 283 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea. Sono candidabili “persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario o bancario”, vengono nominati dal Consiglio europeo, cioè i Capi di Stato e di governo a maggioranza qualificata, in questo caso significa con i voti di almeno 16 Paesi sui 21 dell’area euro e che rappresentino almeno con il 65% della popolazione, previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della stessa Bce.

Il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa ha annunciato l’immediato avvio della procedura. Nominata il 18 ottobre 2019, Lagarde si era insediata il primo novembre successivo, succedendo a Mario Draghi dopo aver guidato il Fondo monetario internazionale. Dato che l’ipotesi di questa uscita anticipata circolava da tempo, ci sono già in lizza diversi possibili candidati per la successione. Il governo olandese ha già manifestato la candidatura dell’ex governatore della banca centrale, Klaas Knot, la Spagna appoggia Pablo Hernßndez de Cos, direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali ed ex governatore del Banco de España.

Ma anche il l’attuale presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, potrebbe ambire alla carica, visto che contemporaneamente è in uscita dal direttorio anche la tedesca Isabel Schnabel.

Tutto questo nel mezzo dell’impegno della Bce per riportare l’inflazione dell’area euro al suo obiettivo del 2%. Dati i nuovi rincari dell’energia, il quadro attuale avrebbe potuto portare già oggi a un nuovo rialzo dei tassi. E a dicembre, se la situazione sarà confermata “il senso della direzione è piuttosto chiaro”, ha affermato Lagarde sul tema monetario.

Alla riunione “c’è stato dibattito, abbiamo guardato ai numeri, agli accresciuti rischi, all’inasprimento finanziario legato ai tassi a lungo termine, ai vari ai pro e contro. Sono stati espressi punti di vista. C’è stata una decisione unanime alla fine del dibattito che eravamo in una posizione sufficientemente buona per attendere ulteriori informazioni”, ha riferito.

“Il nostro prossimo incontro è a dicembre e se la valutazione che abbiamo avuto oggi non sarà inficiata da sviluppi rilevanti, la direzione di rotta è chiara”. (fonte immagine: ECB 2026).