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giovedì, 22 Gennaio, 2026
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Bce: "Non suggerire alcuna propensione a alzare o tagliare tassi"

Roma, 22 gen. (askanews) – Nel quadro di incertezza che resta più elevata del consueto – e questo era ben prima dell’ultimo braccio di ferro tra Stati Uniti e Unione europea sui dazi commerciali, che ora si spera orientato a rientrare – il Consiglio direttivo della Bce ha ritenuto di doversi tenere le mani libere sul futuro dei tassi di interesse, “senza dare l’impressione che la prossima mossa possa essere in una direzione o in un’altra, né suggerire alcun orientamento restrittivo o di allentamento”. Lo si legge nei verbali della riunione che si è svolta lo scorso 17 e 18 dicembre, pubblicati oggi, a oltre un mese di distanza, dall’istituzione monetaria.

“Le prospettive per l’inflazione restano più incerte del consueto, con molti sviluppi sui rischi e la possibilità di ampi shock su inflazione e crescita in entrambe le direzioni. Per questo – recita il documento – per il Consiglio direttivo è importante mantenere la piena opzionalità in entrambe le direzioni per le future riunioni e quella di essere agile, in modo da reagire rapidamente, se necessario, a nuove informazioni che dovessero cambiare le prospettive, o ampi shock”.

E per questo “la comunicazione deve restare prudente, senza impegnarsi sul futuro percorso dei tassi di interesse. In particolare – prosegue il verbale del direttorio Bce – è importante non dare l’impressione che la prossima mossa sarà in una direzione piuttosto che su un’altra, o suggerire qualunque propensione verso inasprimento o l’accomodamento”.

Secondo i banchieri centrali “la realtà che il consiglio direttivo si troverà di fronte alle prossime riunioni potrebbe cambiare considerevolmente rispetto alle previsioni di dicembre. In questo contesto, calibrare la politica monetaria non deve essere visto come seguire un percorso prestabilito, ma va inteso come un atteggiamento di continua valutazione di rischi – si legge – ricadute e resilienza dell’economia e le loro implicazioni per le prospettive di inflazione”.

Lo scorso dicembre la Bce ha deciso di confermare al 2% il livello del tasso chiave l’area.