5.8 C
Roma
mercoledì, 7 Gennaio, 2026
Home GiornaleBefana: la notte, il mistero, l’ambiguità

Befana: la notte, il mistero, l’ambiguità

Una figura arcaica e popolare tra infanzia, riti del tempo e ombre simboliche che parlano ancora all’immaginario collettivo.

La Befana è una vecchietta e ama i bimbi. Quasi la rivincita delle “età estreme della vita”, nelle quali si è “improduttivi”. Età molto avanzata la sua, eppure, a dispetto della (vera o presunta) innocenza degli infanti, ella talora sembra alludere alla sessualità.

Insomma, per dirla con un celebre brano musicale di Renato Zero, la Befana è “la notte, il mistero, l’ambiguità”. Non a caso, pur tendendo a premiare i buoni e a punire i cattivi, non di rado si mostra capricciosa e imprevedibile.

E, pur “cristianizzata”, conserva un lato oscuro, inquietante, proprio come ciascuno/a di noi. Così diversa dalla “comune umanità”, enigmatica, e, nello stesso tempo, a essa tanto simile.

Fu così che, alle elementari, su suggerimento di Domenico Civitella, il nostro maestro, firmammo con convinzione una petizione, promossa dal quotidiano Il Messaggero, volta a reintrodurre la festività del 6 gennaio. Anzi, le festività: l’Epifania e la Befana.

Bambini e bambine che non volevano dimenticare una loro lontana progenitrice.