Roma, 25 set. (askanews) – L’intelligenza artificiale rappresenta una sfida senza precedenti e governi, industria e società non stanno facendo abbastanza per prepararsi a una tecnologia destinata a essere molto più dirompente del personal computer e di internet. Lo afferma Bill Gates in un’intervista ospitata oggi da Avvenire, mettendo in guardia dall’idea che l’Ia possa essere affrontata come le precedenti rivoluzioni tecnologiche, confidando che il sistema finisca per adattarsi da solo.
“E’ una grossa sfida, perché non abbiamo mai affrontato nulla come l’Ia”, afferma Gates. Molti, osserva, pensano che dopo qualche inevitabile “dolore di transizione” tutto finirà per aggiustarsi. “Ma non è così”. L’Ia, sostiene, è “assai più dirompente di qualsiasi tecnologia emersa finora”, comprese quelle alle quali lui stesso ha lavorato, e “per molti versi eguaglia o supera la cognizione umana”. Per questo “sarà un test inaudito per l’umanità”.
La risposta, però, non può essere bloccare lo sviluppo. Gates respinge l’idea di congelare la ricerca, perché significherebbe rinunciare alle potenzialità dell’Ia nella medicina, nella lotta al cambiamento climatico e in molti altri campi. Servono invece salvaguardie e regole, in particolare contro il rischio di attacchi informatici o biologici. E’ quindi necessario un intervento pubblico. L’industria, spiega Gates, può contribuire alla “diagnosi” dei rischi, ma le regole devono arrivare dai governi, che a suo giudizio non stanno ancora facendo abbastanza. Le stesse imprese tecnologiche rischiano di compromettere la propria credibilità se da una parte lanciano l’allarme sui pericoli dell’Ia e dall’altra sostengono che quanto viene fatto sia già sufficiente.
L’impatto più immediato sarà sul lavoro. Gates distingue una fase di transizione, già cominciata, da una successiva nella quale, forse nell’arco di vent’anni, sistemi di Ia e robot umanoidi potranno occuparsi di gran parte della produzione e distribuzione del cibo, delle costruzioni e dei servizi. La fase più delicata sarà però quella intermedia, perché molti posti di lavoro saranno persi: inizialmente quelli impiegatizi e successivamente, con lo sviluppo dei robot umanoidi, anche numerose attività manuali.
Per attenuare l’impatto sarà necessario, secondo Gates, modificare anche la struttura fiscale e allargare il dibattito oltre l’industria tecnologica. Università e cittadini dovranno essere coinvolti, perché le trasformazioni riguarderanno non soltanto l’economia ma il significato stesso del lavoro.
Non tutte le funzioni, tuttavia, dovrebbero essere affidate alle macchine anche qualora l’Ia diventasse tecnicamente capace di svolgerle. Gates cita ruoli nei quali la società ripone una particolare fiducia, come quelli di giudice o sacerdote, oltre alla cura dei bambini e ad alcune forme di assistenza medica. In altri settori, dall’insegnamento alla sanità, l’Ia potrà invece affiancare gli esseri umani, soprattutto dove le risorse sono insufficienti.
Particolarmente delicato è il rapporto tra bambini e Ia. Gates osserva che la questione non è semplicemente bianca o nera: un assistente potrebbe spingere un ragazzo a riallacciare un rapporto umano e quindi avere un effetto positivo, oppure al contrario incoraggiarlo a isolarsi e a rivolgersi esclusivamente alla macchina.
In questo quadro Gates attribuisce importanza anche all’intervento della Chiesa. Giudica positivo che Papa Leone XIV richiami “i valori duraturi della Chiesa”, non sostenendo che la tecnologia sia necessariamente negativa ma avvertendo che, se alcuni elementi essenziali della vita umana non vengono tutelati, “potrebbe diventarlo”.
L’Ia, secondo Gates, finirà inoltre per diventare un tema politico centrale. Entro il 2030, e “certamente entro il 2032”, la gestione dell’Ia sarà a suo giudizio una questione centrale nelle competizioni elettorali, accanto all’economia. Nel breve periodo la costruzione delle infrastrutture necessarie può creare occupazione; nel medio periodo, invece, la tecnologia distruggerà posti di lavoro. Quando gli effetti saranno visibili su larga scala, la politica non potrà più evitare di affrontarli.

