Roma, 16 feb. (askanews) – L’Italia non può restare fuori dalla ricostruzione di Gaza e per questo dovrebbe presenziare come osservatore nel Board of Peace, nonostante la Costituzione impedisca una partecipazione a pieno titolo. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo il Corriere della Sera.
“Non possiamo restare fuori dalla ricostruzione di Gaza, anche questa è una chiave di lettura a proposito della nostra presenza da osservatori nel Board. E poi è giusto esserci perché è un’ulteriore conferma dell’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente”, ha dichiarato Tajani, rilanciando la scelta annunciata dalla premier Giorgia Meloni ad Addis Abeba.
Il ministro ha respinto le critiche delle opposizioni, che accusano Roma di seguire la linea statunitense: “Mi sembrano accuse senza senso. Allora anche la Commissione europea, che sarà presente con la responsabile del Mediterraneo Dubravka Suica, è asservita all’America? E Cipro che ha la presidenza di turno? Non capisco cosa ci sia da strepitare”.
Tajani ha ricordato che la partecipazione italiana resta limitata allo status di osservatore: “Sarà un voto di indirizzo politico sulla presenza dell’Italia nel ruolo di osservatore nel Consiglio di pace, sapendo che non possiamo entrarvi per i noti motivi di incompatibilità costituzionale”.
