Roma, 5 nov. (askanews) – Finale in ordine sparso per le Borse in Europa, con una prevalenza di cali mentre Wall Street sembra essersi già pentita delle euforie di ieri dopo la vittoria elettorale dei democratici Usa, con i maggiori indici in fortissimo calo e un tracollo del Nasdaq. Al fine contrattazioni Londra lascia sul terreno lo 0,30%, Francoforte segna meno 0,41%, Parigi è invece positiva per uno 0,34%.
A Piazza Affari l’indice Ftse-Mib ha chiuso al meno 1,03%, con i cali più forti su Stm (-9,33%), Technoprobe (-9,28%), Fincantieri (-4,77%), e Stellantis (-4,49%). In rialzo invece Tenaris (+3,66%), Amplifon (+2,76%) e Fineco (+2,43%).
La seduta risente della forte volatilità degenerata in brusche cadute dell’azionario statunitense. A circa quattro ore da fine contrattazioni il Dow Jones cade del 2,41%, l’S&P 500 crolla del 3,24% e il Nasdaq va a pico del 4,44%. Si interrompe il calo del dollaro con l’euro che si stabilizza attorno a 1,1232 sul biglietto verde e intanto risalgono i prezzi del petrolio, con il Brent che guadagna oltre il 2% a 96,65 dollari.
Al di là delle vicende elettorali, a pesare sull’azionario statunitense sono anche le pressioni al ribasso sui titoli tecnologici, tra cui giganti come Nvidia, Oracle e Broadcom, in piena stagione delle trimestrali di bilancio. In particolare, risultano sotto pressione i titoli più esposti all’intelligenza artificiale, nei mesi passati oggetto di massicci afflussi di capitali su cui ripetutamente sono stati sollevati allarmismi.

