HomeAskanewsCalcio, Abodi: "Guardiola Ct? Non è un sogno impossibile"

Calcio, Abodi: "Guardiola Ct? Non è un sogno impossibile"

Roma, 30 mag. (askanews) – “Non è un sogno impossibile, è un allenatore importante. Bisogna capire se voglia diventare uno straordinario selezionatore”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, interviene sul tema del futuro commissario tecnico della Nazionale e sul percorso di rilancio del calcio italiano dopo la mancata qualificazione al Mondiale.

Parlando a Sky Tg24, Abodi sottolinea come la scelta del prossimo ct non possa essere ridotta a una questione economica. “Non è un tema di denaro, ma di ambizioni. Un allenatore da solo non fa una Nazionale, bisogna associare un progetto di alto livello di rilancio del calcio italiano. Bisogna cercare di recuperare il filo dell’eccellenza, per raggiungere obiettivi bisogna saper collaborare”.

Il ministro torna poi sulla delusione per l’assenza dell’Italia dalla prossima rassegna iridata. “Non è accettabile che, per la terza volta, non saremo ai Mondiali. E che, dopo due volte in cui ci siamo ritrovati a giocarci tutto in un play-off, la nostra avversaria dimostri di avere più voglia, di aver avuto un approccio diverso”. Da qui l’auspicio che la situazione possa rappresentare una svolta per tutto il movimento. “Mi auguro che questo determini uno choc della coscienza. Stiamo entrando in una sorta di sortilegio, non si è perso il talento, si è solo addormentato e lo stiamo trascurando”.

Secondo Abodi, la priorità assoluta deve essere rappresentata dai giovani e dalla formazione. “La politica è importante così come l’assetto della federazione, la giustizia sportiva e la riforma dei campionati. Ma alla fine tutto ruota al modello tecnico”. Il ministro evidenzia inoltre un cambiamento nel rapporto tra i ragazzi e il gioco del calcio, osservando come molti giovani abbiano oggi una minore familiarità con il pallone rispetto al passato.

Nel suo intervento, Abodi richiama anche la necessità di valorizzare maggiormente il talento nazionale. “Non sempre si ha la sensazione che il giocatore abbia libertà di saltare l’uomo, cosa che ci ha consentito di vincere. Troppo facile cercare il talento all’estero, costa meno, ma dobbiamo trovare riforme che consentano maggiore competitività del mercato interno”. Un passaggio che rilancia il dibattito sulla crescita dei vivai, sugli spazi concessi ai giovani italiani e sulle strategie necessarie per riportare il calcio azzurro ai vertici internazionali.