Roma, 23 mar. (askanews) – “Serenità” è la parola chiave. Gennaro Gattuso detta la linea alla vigilia della semifinale playoff mondiale contro l’Irlanda del Nord, tra gestione degli infortuni, scelte di gruppo e approccio mentale. “Non posso stordire i giocatori con dieci video al giorno. Devono sapere cosa fare, ma con leggerezza. Non sono degli scappati di casa: hanno vinto trofei, scudetti, un Europeo”.
Sulla gestione degli uomini, il ct è netto: “Se capisco che qualcuno è titubante non posso forzare. I rapporti umani vengono prima. Se un giocatore non sta bene ed è convinto, è inutile insistere: rischieremmo solo infortuni”. Da qui anche la decisione condivisa con Federico Chiesa di lasciare il ritiro: “Si è presentato, ma aveva qualche problema. Abbiamo deciso insieme che era inutile restasse”.
Capitolo condizione fisica: Sandro Tonali “oggi farà un lavoro a basso carico, spero di averlo domani”, mentre Gianluca Mancini ha solo un affaticamento e Riccardo Calafiori “non dovrebbe avere nulla di serio”. Su Alessandro Bastoni, Gattuso elogia la professionalità: “È a Coverciano da ieri mattina e sta lavorando per esserci giovedì”.
Il ct difende anche le scelte di gruppo, come quella di puntare su Giacomo Raspadori: “Ho deciso di dare continuità a chi mi ha dato risposte e con cui abbiamo costruito un buon clima. Le porte restano aperte per tutti”. E su Manuel Locatelli: “È cresciuto molto, ha qualità fisiche e tecniche. Ha fiducia, un rigore sbagliato non lo condizionerà”.
Parole anche sugli interisti: “Di Federico Dimarco si diceva tutto e continua ad avere grandi numeri. Con Nicolò Barella parlo ogni giorno: da lui voglio ritmo, intensità e qualità”.
Sulla scelta di giocare a Bergamo: “È stata mia, ringrazio Gravina e Buffon. È uno stadio che può diventare un catino. A San Siro rischi divisioni tra tifosi, lì invece ho visto grande sostegno anche nei momenti difficili”.
Infine, l’avversario: “L’Irlanda del Nord ha meno qualità ma grande cuore, corre molto e va in verticale. Sui calci piazzati fa paura: la parola chiave è attenzione”. E sulla pressione: “È normale sentirla. Solo chi è senza sangue non la sente”.
