Roma, 1 apr. (askanews) – “Non ce l’ho con Gattuso, l’hanno scelto, mica è colpa sua, io ho espresso le mie perplessità ma poi mi son messo a tifare Gattuso e Italia”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a un Giorno da Pecora su Rai Radio Uno.
Alla domanda se secondo il suo parere l’allenatore della Nazionale debba dimettersi, la seconda carica dello Stato ha risposto: “C’è bisogno che lo diciamo noi? Se io fossi al posto di un allenatore di qualunque squadra di calcio che perde con la Bosnia la partita della vita io allenatore mi porrei il problema. Non voglio chiedere la testa di nessuno, dico solo che a tutto c’è un limite. Quello di prendere atto. Perché deve essere un porto franco la Nazionale?”.
Se potesse scegliere l’allenatore dell’Italia, La Russa sceglierebbe “uno impossibile, Mourinho ma vuole più soldi mica si accontenta. Gattuso per questa Nazionale è l’ideale”. La parola dimissioni, tuttavia, il presidente del Senato non la pronuncia neanche per Gravina, numero uno della Figc: “Non mi interessano le dimissioni, mi interessa che si facciano dei profondi cambiamenti, che ogni squadra debba schierare almeno quattro giocatori italiani per i 90 minuti della partita”. La seconda carica dello Stato ricorda che “squadre come il Como ne hanno zero. Andrà in Champions league e in Champions league è obbligatorio avere sette giocatori cresciuti in Italia”.
“La partita di ieri – ha commentato – è stata orribile dal mio punto di vista ma peggiori sono stati i commenti, le interviste di tutti gli attori dall’allenatore al presidente…ho guardato l’orologio ed era passata mezzanotte, era il primo di aprile, ho pensato fosse un pesce di aprile. Si parlava di onore al merito dell’allenatore, dei giocatori. Mi aspettavo una presa di coscienza meno trionfale, sembrava avessimo vinto. Si diceva che i ragazzi hanno costituito un bel gruppo…cosa dovevano sputarsi negli occhi? Ci mancava pure non si impegnassero…”.
La Russa ha contestato anche le scelte tecniche fatte ieri sera: “Qualunque nazionale di fronte a una squadra che esprime una nazione bravissima che ha 3,5 milioni di abitanti, meno della sicilia, ci mette il cuore, qualunque squadra doveva vincere. Perché non abbiamo vinto? Non ho capito accanto all’allenatore che funzione avesse Bonucci, quale ruolo. Chi ha deciso che il primo rigore che di solito lo tira il più esperto dovesse tirarlo il più giovane della squadra che con l’Inter non ha mai tirato un rigore? Io l’avrei fatto tirare a Tonali. Perché hanno messo al centro in difesa uno che è bravissimo a legare con Di Marco sul lato sinistro?”. Ma “anche così avremmo dovuto stravincere”
