HomeAskanewsCalcio, Malagò: "Aspetto candidatura da Serie A? Modestamente sì"

Calcio, Malagò: "Aspetto candidatura da Serie A? Modestamente sì"

Roma, 12 ott. (askanews) – “Chiunque abbia delle cariche elettive sa che si ricomincia da zero, è giusto che sia così”. Lo ha detto il commissario della Figc Giovanni Malagò parlando in vista delle elezioni federali del 14 dicembre a margine della cerimonia dei Collari d’Oro al Centro di preparazione olimpica Giulio Onesti. Sulle parole di stima espresse poco prima dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis (“Malagò è un imprenditore rispetto ai ‘prenditori’ della politica, non dovrebbe mai essere in discussione. La Serie A candiderà ancora lui, sennò sarebbe un passo indietro”), il numero uno dello sport italiano ha sorriso: “Aurelio è un amico, è sempre un affettuoso sponsor e supporter. Direi che a lui piace diventare spesso un tifoso ultrà, gli posso solo dire grazie”. Infine, a chi gli chiedeva se si aspetta che la Lega Serie A lo candidi ufficialmente alla presidenza, Malagò ha risposto: “Credo sia giusto e doveroso che siano loro a deciderlo. So che c’è l’assemblea il 16, quindi in questa settimana ci saranno i completamenti di queste valutazioni. Sta a loro. Se mi aspetto la ricandidatura? Modestamente sì…”, ha concluso sorridendo.

Il neo commissario Figc ha anche commentato le indiscrezioni relative al cambio del segretario generale della Federcalcio: “E’ ovvio che se ne parli perché c’è una delibera che determina il ruolo del commissario, su cui ci sono circostanziati aspetti tecnici – ha spiegato -. Su tempi e modi dovete avere pazienza. Fisicamente ci devo mettere la testa e poi devo parlare con le persone interessate, a cominciare dal lato umano, oltre che da quello lavorativo e giuridico-lavoristico”. Malagò era stato candidato ed eletto a presidente Figc senza essere tesserato alla Figc stessa, un requisito fondamentale previsto dai regolamenti interni. Nelle delibere del Coni e del procuratore generale sportivo è stato evidenziato che la responsabilità tecnica dell’errore non era imputabile a Malagò (ritenuto “vittima” della svista), bensì a chi doveva vigilare sulla regolarità e sui requisiti delle candidature. Il principale responsabile di questo controllo era proprio il segretario generale della Figc (Marco Brunelli), che aveva formalmente ammesso e validato la candidatura di Malagò.