HomeAskanewsCalcio, Mancini: "Italia, dobbiamo rimanere tranquilli"

Calcio, Mancini: "Italia, dobbiamo rimanere tranquilli"

Roma, 27 set. (askanews) – È iniziata con una sconfitta la seconda era di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana. Dopo il ko per 2-0 contro il Belgio all’Olimpico, gli azzurri tornano subito in campo nella Nations League: lunedì alle 20.45 la sfida alla Turchia a Bursa. Alla vigilia del match, il ct ha parlato a Sky Sport, annunciando anche alcuni cambiamenti nella formazione.

“Dobbiamo rimanere tranquilli e non essere agitati come sta accadendo. Abbiamo giocato contro una squadra forte come il Belgio, che poteva metterci in difficoltà e lo ha fatto. La squadra nel secondo tempo ha reagito bene. Le partite sono fatte di episodi: poteva cambiare la partita, ma il Belgio ha meritato di vincerla. Adesso ce n’è un’altra, abbiamo la possibilità di fare meglio. Cambieremo qualcosa e valuteremo altri giocatori”, ha spiegato Mancini.

Il turnover sarà necessario anche per le condizioni dei giocatori, alle prese con un calendario fitto. “A livello di uomini cambiamo perché è impossibile giocare per un calciatore quattro partite così ravvicinate. E poi possiamo valutare altri giocatori in partite importanti”, ha sottolineato il tecnico.

Mancini ha poi difeso Romano dalle critiche dopo la prestazione contro il Belgio. “Non mi toccano. Romano ha fatto un’ottima partita, gli errori capitano a tutti e anche a giocatori più esperti. È normale. Siamo felici per quello che ha fatto contro il Belgio”.

Sul prossimo avversario, il ct non si aspetta una partita semplice: “La Turchia è forte, ha giocatori di talento nonostante siano usciti al girone al Mondiale. Sarà una partita difficile”.

Infine, un tuffo nel passato con il ricordo della coppia formata con Vincenzo Montella alla Sampdoria nella stagione 1996/97. “Eravamo insieme, si va un po’ indietro nel tempo. Sicuramente è importante essere ancora qua a questi livelli. Nonostante la sua stazza fisica era velocissimo e bravissimo tecnicamente. E sentiva il gol come pochi, ecco perché ha fatto una carriera straordinaria”.