Roma, 3 mar. (askanews) – “Le novità regolamentari che arriveranno vanno in una direzione in cui il Var viene probabilmente usato di più su determinati casi”. Queste le parole del designatore arbitrale di A e B Gianluca Rocchi durante la puntata di ‘Open Var’ su Dazn, parlando dell’utilizzo della tecnologia in campo. “Il concetto del chiaro ed evidente errore nasce perché il Var deve avere un minimo impatto sulla gara col massimo beneficio”. “La problematica vera è lo sviluppo che ha avuto la tecnologia – le parole dagli studi di Dazn – e questa è una riflessione che dobbiamo fare a fine stagione, come faranno in tante altre competizioni, perché c’è chi dice che lo stiamo utilizzando troppo e chi sostiene che dovremmo usarlo di più. Dopo otto anni di utilizzo, possiamo sempre partire come eravamo otto anni fa? Secondo me no, perché le persone non si aspettano che io dica che il Var non può intervenire nonostante ci fosse un calcio di rigore. Il Var verrà probabilmente usato di più su determinati casi – in alcuni casi secondo me anche giustamente -, ma in altri c’è da fare una riflessione a stagione conclusa”. Poi il riferimento al caso Kalulu-Bastoni: “Nuove regole sul secondo giallo? Credo sia giusto. Il secondo giallo oggi di fatto decide una partita, specialmente se accade nei minuti iniziali. Le statistiche dicono che in dieci uomini si fatica a rimanere in partita e vincere. Un’altra buona novità riguarda il conteggio sulle riprese del gioco, strumento importante dato a disposizione degli arbitri”.
Poi Rocchi ha analizzato gli episodi della 27ª giornata di Serie A: “Calhanoglu-Ekuban in Inter-Genoa? La decisione è presa bene in campo e così tutto è più semplice. Controllano i parametri del DOGSO, qui potrebbe essercene al massimo uno, ma gli altri no. La decisione è assolutamente corretta. Gol Pavlovic? Hanno fatto un doppio controllo. Il primo, sul fuorigioco, è semplice perché la macchina aiuta, sul secondo è più difficile. Ma nessun dubbio e problema, il gol è stato convalidato correttamente. Blocco Valenti su Caprile? Ci abbiamo lavorato sopra, partendo da Milan-Parma. Ribadisco la bontà del gol: il giocatore che si mette fermo sulla linea di porta, non commette fallo. Se uno sta fermo davanti al portiere non possiamo intervenire e anzi ci sono campionati in cui lì si mettono in cinque. E quello è già un atteggiamento molto più pericoloso. Ma se sto fermo in una zona del campo, non posso essere punito. Ho spiegato ai ragazzi di essere proattivi e fare prevenzione, tanto che in un primo episodio non fischia niente. Poi però viene fatta una leggera spinta sul portiere del Cagliari e lì interveniamo. Espulsione Pinamonti? Una gran bella decisione. Grave fallo di gioco, l’arbitro vede bene perché è nella posizione migliore. In questi casi ai ragazzi chiedo coraggio, avremmo fatto l’espulsione anche con l’On Field Review, ma la forza e la credibilità dell’arbitro, agli occhi di giocatori, allenatori e ai nostri, passa anche dalle decisioni sul campo”.
