HomeAskanewsCaos in Fi, domani Tajani incontra i Berlusconi: nodo capogruppo e congressi

Caos in Fi, domani Tajani incontra i Berlusconi: nodo capogruppo e congressi

Roma, 9 apr. (askanews) – Un pranzo a Milano con Marina e Piersilvio Berlusconi, alla presenza di Gianni Letta, dovrebbe consentire ad Antonio Tajani di calmare le acque in Forza Italia dopo le tensioni e il caos causati dalla sonora sconfitta al referendum sulla giustizia. Sul tavolo la trattativa per l’avvicendamento alla guida del gruppo di Forza Italia alla Camera, dopo quello già avvenuto al Senato con le dimissioni di Gasparri e l’elezione di Stefania Craxi, e il rinvio dei congressi regionali e del congresso nazionale del partito.

A complicare il rebus della sostituzione dell’attuale presidente dei deputati Paolo Barelli oggi è l’altolà di diversi esponenti azzurri vicini a Marina Berlusconi a Enrico Costa. Il vicecapogruppo di Fi in commissione Giustizia, nella rosa dei nomi circolati per dare seguito a quel rinnovamento richiesto da tempo dalla famiglia del Cavaliere e ancora di più dopo la vittoria del no al referendum, è stato considerato quello con più chance anche per una questione anagrafica. Più giovane di Pietro Pittalis, di Deborah Bergamini, di Maurizio Casasco. Un passato in Forza Italia, poi viceministro e ministro nei governi Renzi e Gentiloni, ciò che fuori dai taccuini viene contestato a Costa è che in questa legislatura è stato eletto con Azione di Calenda, partito di cui è stato vicesegretario, per poi tornare in Fi due anni fa. Sottolineature che non fanno di lui una candidatura condivisa come invece auspicato dalla famiglia del fondatore del partito. Oltre al fatto che, viene fatto notare dai forzisti più scettici, è molto legato alle battaglie sulla giustizia, capitolo messo decisamente ‘di lato’ dal partito dopo la sconfitta al referendum.

Più condiviso il nome di Casasco, che se non l’età – è un classe 1954 -, ha dalla sua il fatto che lascerebbe l’incarico di presidente di una commissione bicamerale, la vigilanza sull’anagrafe tributaria. Una posizione vacante che potrebbe far gioco nel complicato puzzle delle nomine in Fi. Intanto dalla partita si tira fuori Andrea Orsini, parlamentare di lungo corso: “Non so chi abbia fatto circolare il mio nome. Certamente è una persona dotata di fervida fantasia”.

Quanto al futuro di Barelli, l’ipotesi di un suo ingresso nel governo come sottosegretario al Mimit sembrava aver prevalso su quella di uno scambio con l’incarico di vicepresidente della Camera di Giorgiò Mulè, che quindi sarebbe diventato capogruppo. Ma l’incarico di sottosegretario, spiegano autorevoli fonti, è incompatibile con quello di presidente della Federazione italiana nuoto attualmente ricoperto da Barelli.

Sul tavolo della trattativa, condotta da Gianni Letta, c’è anche la questione dei congressi regionali che nell’idea di Tajani dovrebbero partire subito per arrivare a quello nazionale all’inizio del 2027. Per Roberto Occhiuto, governatore della Calabria e vicesegretario del partito collocato in contrapposizione al ministro degli Esteri, Tajani deve restare leader ma il congresso deve tenersi dopo le elezioni politiche. Un’idea, quella di togliere dal calendario dei primi mesi del prossimo anno l’assise nazionale che, insieme al ritorno al partito leggero del Cavaliere, coincide con gli auspici di Marina e di chi in Fi contesta la gestione dell’attuale ministro degli Esteri. “Credo che chi voglia fare i congressi – afferma Occhiuto – sia animato da buona fede. Riconoscendo che non esiste più il leaderismo dei tempi di Berlusconi, cerca una via di legittimazione. Ma penso anche che diventare il partito delle tessere, dei congressi come rito novecentesco, snaturi Forza Italia”.