HomeAskanewsCarburanti, Ue prende le distanze da allarmismo Aie su approvvigiornamenti

Carburanti, Ue prende le distanze da allarmismo Aie su approvvigiornamenti

Bruxelles, 21 apr. (askanews) – La Commissione europea non condivide i toni allarmanti delle analisi come quella dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), secondo cui la guerra in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz rischiano di provocare nel giro di alcune settimane una crisi degli approvvigionamenti di carburante almeno in un settore in Europa, quello dell’aviazione civile.

La Commissione lo dirà chiaramente domani a Bruxelles quando presenterà un pacchetto (formalmente si tratterà di una comunicazione dal titolo “Accelerate EU – Unione dell’Energia. Energia a buon mercato e sicura attraverso un’azione accelerata”), con cui raccomanderà una serie di misure che potrebbero prendere volontariamente gli Stati membri per far fronte ai rincari energetici, e annuncerà diverse altre iniziative in questo senso. Tuttavia, l’Esecutivo comunitario insisterà sul fatto che non siamo (o comunque non siamo ancora) in presenza di un problema di sicurezza degli approvvigionamenti, ma solo si volatilità dei prezzi, e non proporrà misure immediate e obbligatorie per quanto riguarda le scorte minime di kerosene negli Stati membri, la loro gestione coordinata e la loro eventuale condivisione in caso di crisi.

A quanto si apprende a Bruxelles, il margine di sicurezza di cui dispongono i paesi dell’Ue, con le loro scorte di kerosene (sia quelle “commerciali” detenute dalle compagnie aeree, che quelle d’emergenza gestite dalle autorità nazionali) in caso di vera e propria crisi degli approvvigionamenti sarebbe di almeno sei mesi. Enormemente di più delle allarmistiche “sei settimane” che alcuni giorni fa il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), il turco Fatih Birol, aveva sosenuto fossero disponibili per l’Europa.

In realtà, si rileva a Bruxelles, Birol si riferiva a tutto il continente europeo che comprende anche grandi paesi con forti consumi e senza una significativa capacità di produzione interna di carburane per aerei, e probabilmente si riferiva alle sole scorte commerciali di kerosene.

Fonti della Commissione hanno anche chiarito, oggi a Bruxelles, le cifre relative all’importazione nell’Ue e alla raffinazione del carburante per aerei, che nei giorni scorsi erano state date in modo impreciso: l’Unione europea ha una capacità di raffinazione per la produzione del kerosene che corrisponde al 70% dei propri bisogni, ma che non è sfruttata in pieno, dato che il 40% del fabbisogno dei Ventisette è soddisfatta dalle importazioni. E di questo 40%, la metà, il 20%, passa dallo Stretto di Hormuz, ed è quindi a rischio di blocco.

L’iniziativa più rilevante su questo punto annunciata per domani, secondo quanto ha anticipato oggi il commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, durante la conferenza stampa al termine di una riunione in teleconferenza dei ministri dei Trasporti dei Ventisette, sarà la creazione di “un nuovo osservatorio europeo per il monitoraggio delle forniture dei carburanti cominciando, ovviamente, con i carburanti per l’aeronautica”.

Presentando il pacchetto domani, la Commissione ricorderà che “nel 2025 l’Ue ha importato prodotti energetici per un valore di 336,7 miliardi di euro”, e che nei primi 44 giorni dall’inizio del conflitto, “abbiamo speso ulteriori 22 miliardi di euro per le importazioni di energia”, e avvertir) che “mentre la situazione in Medio Oriente rimane instabile e la sua durata incerta, una cosa è certa: i suoi effetti si faranno sentire almeno per diversi mesi e non solo nel sistema energetico”.

La Commissione proporrà cinque aree di intervento: 1) aumentare il coordinamento tra gli Stati membri (in particolare sulla gestione degli stoccaggi dei carburanti e delle capacità di raffinazione), sia all’interno del mercato unico che con i fornitori di combustibili fossili; 2) sostenere gli Stati membri nella protezione dei consumatori e dell’industria dai picchi di prezzo; 3) ridurre e sostituire con altre fonti il consumo di petrolio e gas; 4) promuovere l’elettrificazione, l’energia verde e i gas puliti di produzione locale nei consumi; 5) incentivare gli investimenti mobilitando finanziamenti pubblici e privati per la transizione.

Le raccomandazioni agli Stati membri sulle misure nazionali che possono essere prese includeranno innanzitutto degli “esempi di buone pratiche” già adottate da alcuni paesi: in Francia, i sussidi per le pompe di calore e per gli impianti geotermici e solari, la messa al bando delle caldaie a gas per i nuovi edifici dal 2027, meccanismi di noleggio a lungo termine o agevolati per facilitare l’accesso ai veicoli elettrici alle famiglie a basso e medio reddito (“social leasing schemes”); in Belgio, la riduzione al 6% dell’Iva per le pompe di calore, i pannelli fotovoltaici e il riscaldamento con energia solare; in Italia, la campagna di sensibilizzazione pubblica per la riduzione di un grado della temperatura del riscaldamento e l’auento di un grado per gli impianti di raffreddamento; in Spagna, la riduzione del 30% almeno dei prezzi del trasporto pubblico, fino al 100% in alcune regioni.

E’ molto probabile che la Commissione accorci la lista delle raccomandazioni per gli Stati membri rispetto a quella inizialmente prevista nella bozza della comunicazione. In particolare, potrebbero essere cancellate misure, come il telelavoro obbligatorio, quando possibile, per i dipendenti delle imprese, almeno un giorno alla settimana, e la limitazione dei viaggi aerei per il personale delle aziende e per gli impiegati pubblici. “Non c’è bisogno, a questo punto, di intervenire nel modo in cui la gente vive e lavora”, ha sottolineato sempre oggi il commissario Tzitzikostas, con un implicito riferimento a questo tipo di raccomandazioni.

Infine, la Commissione annuncerà una proposta legislativa sul mercato elettrico, al fine di ridurre gli oneri fiscali che molti Stati membri applicano all’elettricità, e renderli inferiori alla tassazione delle fonti fossili, e altre misure per sostenere l’industria ad alta intensità energetica.