HomeAskanewsCarburanti, Urso: pronti a sostenere le famiglie a basso reddito

Carburanti, Urso: pronti a sostenere le famiglie a basso reddito

Milano, 27 set. (askanews) – Contro il caro carburanti “sono state lanciate misure mirate come il credito d’imposta per gli autotrasportatori e altre sono in fase di definizione dal Mef per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie a più basso reddito”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, difendendo le misure adottate dal governo e rilanciando la necessità di aumentare la produzione delle raffinerie italiane.

Quanto alla scelta di non intervenire da subito con misure mirate, il ministro osserva: “Sì, espressi subito queste considerazioni in Parlamento, pochi giorni dopo il deflagrare del conflitto, ma è prevalsa la speranza che giungesse presto una soluzione negoziale. Per questo si optò per una misura generalizzata”. Una scelta, aggiunge, “in sintonia con quanto fece il governo Draghi, che nel 2022 utilizzò oltre sette miliardi di euro per il taglio delle accise”.

Sul caro vita Urso sottolinea: “Quando siamo arrivati al governo, nell’ottobre del 2022, era al 12,6%, ben sopra la media europea”. Negli anni successivi, sostiene, “abbiamo garantito un’inflazione bassa: l’1% nel 2024, l’1,5% lo scorso anno, sempre ben al di sotto della media europea. E anche oggi, con il nuovo conflitto, l’inflazione resta ancora sul filo del 3%; quella del cosiddetto carrello della spesa allo 0,9%”.

Quanto alla decisione di Eni di mettere un tetto al prezzo dei carburanti, Urso afferma: “Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”. Urso esclude la necessità di intervenire sugli extraprofitti per finanziare nuovi tagli alle accise, sostenendo che “le misure strutturali le abbiamo già messe in campo”. E cita “il forte incremento dell’energia rinnovabile, più 40% in tre anni”, la struttura commissariale “per aumentare l’estrazione di gas e petrolio dai nostri giacimenti”, gli accordi con Algeria e altri partner africani, il ddl sul nucleare e “la costituzione di Nuclitalia, per realizzare i reattori di nuova generazione”.

Sul fronte della raffinazione, alla domanda sulla possibilità di aumentare la produzione di carburanti, Urso risponde: “Penso di sì, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle”. Il ministro cita in particolare “quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane”.

“Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP”, aggiunge Urso, ricordando inoltre che l’Italia “è avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie”. “A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”, conclude.

Per Urso, la riduzione del numero delle raffinerie in Europa è stata “miope”: “Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.

E sulla richiesta del presidente francese Emmanuel Macron alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di intervenire sulla raffinazione, il ministro osserva: “L’obiettivo è giusto, ovviamente. Il prontuario tecnico non è del tutto adeguato. Comunque lo stiamo analizzando con gli altri ministeri competenti”.