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martedì, Febbraio 25, 2025
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Casarini: il caso Paragon? Qualcuno prima o poi ne risponder

Napoli, 25 feb. (askanews) – Sul caso Paragon, prima o poi, “qualcuno ne risponder”. Lo ha detto il capo missione di Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini, a Napoli per lo sbarco di 41 migranti salvati in mare dalla Sea Eye 4, rispondendo a una domanda dopo che emerso anche il suo nome tra gli attivisti e i giornalisti spiati.

“Sullo sfondo c’ anche questo caso qui – ha spiegato – che guarda caso accaduto subito dopo il caso Almasri e conferma che questo un buco nero. Noi dentro questo buco nero della Libia e poi anche della Tunisia in qualche maniera: uno dei motivi per cui potrebbero spiarci, anche le denunce che noi facciamo per le deportazioni nel deserto tra Tunisia ed Algeria, 1.200 persone documentate nel 2024, e noi abbiamo foto, video, prove di questo che sono finite alla Corte Penale Internazionale, quindi prima o poi qualcuno ne risponder”.

“A me non interessa la gente che mi ha spiato. Il problema il nodo. Perch? Perch dobbiamo stare dentro questa cosa di trame oscure, di accordi indicibili, di vergogna internazionale quando rimpatriamo col volo di Stato un criminale inseguito da mandato di cattura internazionale con 38 capi di imputazione che stupra perfino i bambini. Questa roba qua deve finire, deve esserci una discussione pubblica dove noi mettiamo sul piatto cosa noi possiamo fare per rendere il Mediterraneo un mare di dignit, di rispetto dei diritti umani e anche di commercio e anche di opportunit per l’energia. Ma non pu essere che per il petrolio noi facciamo gli accordi con i peggiori tagliagole di tutto il Mediterraneo”.