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Caso peste in Siberia, il sospetto degli Usa su un programma di armi biologiche della Russia

Roma, 7 ott. (askanews) – Gli Stati uniti hanno formalmente chiesto alla Russia maggiori informazioni sulla morte di una ricercatrice di un centro di ricerca contro la peste in Siberia, avvertendo Mosca che la mancanza di trasparenza sull’episodio rischia di entrare in contrasto con gli obblighi internazionali in materia sanitaria. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui Washington ha trasmesso una comunicazione diplomatica riservata per sollecitare chiarimenti.

La donna, identificata dai media locali come Daria Shipilova, lavorava in un istituto di ricerca di Irkutsk ed è morta quattro giorni fa. Le autorità russe hanno indicato come causa una polmonite, ma non hanno ancora reso noto quale agente patogeno l’abbia provocata né quali test siano stati effettuati.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che le informazioni fornite da Mosca restano “ancora piuttosto limitate”. “Incoraggiamo la Russia a essere trasparente e a condividere maggiori informazioni con il mondo, in modo che tutti possiamo reagire di conseguenza e in maniera appropriata”, ha detto. “Forse non c’è nulla. Forse è qualcosa di più grande di quanto pensiamo. Non lo sappiamo”.

Secondo il Dipartimento di Stato, Washington ha chiesto ufficialmente ulteriori informazioni al governo russo e sta mantenendo contatti anche con altri Paesi per condividere i dati disponibili.

Il caso ha alimentato timori sulla possibile esposizione della ricercatrice a un agente patogeno durante il lavoro di laboratorio. L’agenzia russa per la tutela dei consumatori, che sovrintende all’istituto, ha parlato di una polmonite di “causa sconosciuta”. Le persone entrate in contatto con la donna sono state poste sotto osservazione medica; secondo le autorità russe, tra alcuni contatti sono stati individuati casi di Covid-19 e di un virus del raffreddore.

Il governatore della regione di Irkutsk, Igor Kobzev, ha affermato che analisi di laboratorio approfondite sul corpo della donna non hanno rilevato “microrganismi collegati alla sua attività professionale”.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha valutato come “molto basso” il rischio che il possibile caso di peste polmonare possa avere conseguenze al di fuori della Russia. In base al Regolamento sanitario internazionale del 2005, i Paesi devono notificare all’Oms entro 24 ore gli eventi che potrebbero trasformarsi in un’emergenza sanitaria internazionale e fornire aggiornamenti dettagliati, compresi risultati di laboratorio e misure di contenimento.

Il Dipartimento di Stato sostiene inoltre da tempo che la Russia mantenga un programma di armi biologiche in violazione della Convenzione sulle armi biologiche, accusa respinta da Mosca. Il caso ha richiamato anche il precedente dell’incidente del 1979 a Sverdlovsk, oggi Yekaterinburg, quando una fuoriuscita di antrace da una struttura sovietica provocò un’epidemia inizialmente attribuita dalle autorità a carne contaminata.

L’istituto anti-peste di Irkutsk, fondato nel 1934, si occupa di monitoraggio, ricerca e sviluppo di trattamenti contro malattie infettive gravi, tra cui peste, colera, antrace e brucellosi. “La stiamo seguendo molto da vicino, ora per ora”, ha detto Rubio.