Roma, 7 apr. (askanews) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affermato oggi alla Camera, nell’informativa urgente sugli accordi che disciplinano l’uso delle basi in Italia, che la linea del governo deve restare ancorata alla legge, ai trattati internazionali e alla Costituzione, senza “rotture isteriche” né “subordinazioni infantili”.
Crosetto ha ricordato che, dopo la fine della guerra fredda, “il mondo è cambiato”, ma che “le ragioni storiche che avevano spinto i paesi occidentali a unirsi e difendersi non sono mai venute meno”. Anzi, ha aggiunto, “sono purtroppo aumentate nei numeri, nei fronti, nei rischi e nelle minacce”.
Il ministro ha indicato come prova di questo quadro anche “il progressivo allargamento dell’Alleanza atlantica”, sottolineando che negli ultimi anni “due nazioni storicamente neutrali, fuori dei blocchi, come la Finlandia e la Svezia” hanno scelto di aderire alla Nato. Crosetto ha poi rivendicato che l’Italia non rappresenta un’eccezione nel quadro occidentale, osservando che “non è il solo Paese occidentale che ha stipulato accordi bilaterali e diretti con gli Stati Uniti, che prevedono l’utilizzo di basi militari sul suolo nazionale”. Tra gli esempi citati, il ministro ha indicato “Gran Bretagna, Germania, Spagna, Grecia, Polonia”.
Secondo il titolare della Difesa, “rispettare questi accordi non significa essere coinvolti in una guerra, che come tutti sanno nessuno di noi ha voluto, ma rispettare degli impegni entro i confini dettati dalla legge e dalla Costituzione”. Ha quindi precisato: “Non siamo in guerra con l’Iran o con altri Stati, noi, e non ci riguarda questo”.
Crosetto ha ribadito che l’Italia è “parte della Nato, pienamente integrati nelle sue strutture, con capacità e assetti di cui i nostri alleati si prendono pieno merito e riconoscimento” ed è anche “alleata degli Stati Uniti, legata da un rapporto quasi secolare di amicizia”, ma al tempo stesso “sappiamo far rispettare le nostre leggi e i trattati che ci vincolano”.
“La strada su cui ci muoviamo, lo ripeto, è quella della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione”, ha detto ancora il ministro, che ha rivendicato alla Camera la “piena continuità” con tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni nella gestione degli accordi che regolano l’uso delle basi militari italiane da parte degli Stati uniti e della Nato, sostenendo che le polemiche di queste settimane ignorano sia il perimetro giuridico esistente sia la prassi consolidata da oltre 70 anni. Il titolare alla Difesa ha parlato infatti durante un’informativa urgente richiesta in seguito alla notizia secondo cui avrebbe negato l’uso di Sigonella a aerei militari Usa.
Il ministro ha insistito sulla necessità di “richiamare ancora una volta il perimetro di questi accordi, quelli in vigore, che regolano la disciplina dell’impiego delle basi militari da parte degli Stati appartenenti alla Nato e degli Stati Uniti”, distinguendo il quadro multilaterale dell’Alleanza atlantica da quello bilaterale tra Italia e Usa. Per la Nato, ha ricordato, il riferimento è la Convenzione sullo statuto delle forze del 1951, il cosiddetto Sofa, ratificata dall’Italia nel 1955. Sul piano bilaterale, invece, ha citato il Technical Agreement del 30 giugno 1954, il Bilateral Infrastructure Agreement del 20 ottobre 1954, poi aggiornato nel 1973, il memorandum d’intesa del 2 febbraio 1995, noto come Shell Agreement, e i successivi accordi tecnici relativi alle singole installazioni, inclusa Sigonella.
Crosetto, nell’informativa urgente successiva al caso Sigonella, ha rimarcato che non servono eroismi né coraggio particolare per opporsi a richieste americane non compatibili con la legge, perché la tutela dell’Italia passa dal rispetto delle istituzioni, della legge e della Costituzione.
“Quindi nessuno di noi si prende meriti facendo applicare la legge e deve dire no. Non esistono eroi. Non bisogna essere coraggiosi per dire no agli Stati Uniti se ci fanno una richiesta che non è possibile accettare. Noi non siamo difesi dal nostro coraggio, siamo difesi dal nostro rispetto delle istituzioni, della legge e della Costituzione”, ha dichiarato Crosetto. Il ministro ha aggiunto di essere certo che la stessa linea sarebbe stata seguita anche dai suoi predecessori alla Difesa. “E io sono certo che quello che ho fatto io, che farò io nei prossimi giorni, lo avrebbe fatto Lorenzo Guerini, l’avrebbe fatto Roberta Pinotti, l’avrebbe fatto Elisabetta Trenta, l’avrebbero fatto Ignazio La Russa e tutti quelli che hanno seduto sul posto di ministro della Difesa”, ha detto.
Crosetto ha quindi invitato a non trasformare il tema in terreno di scontro politico, sottolineando che “non è una cosa su cui mettere in discussione in un periodo come questo” e che il Paese “ha bisogno di unità”, in un momento difficile in cui si manifesta “una follia che sembra aver preso il mondo”, tra “la ricerca di armi sempre più sofisticate”, la ricerca “della bomba atomica per dirimere controversie internazionali” e “la volontà di distruggere altre nazioni come quella che l’Iran ha più volte manifestato nei confronti di Israele”.
“Noi, nel solco della nostra Costituzione e delle leggi, l’agenda da questo punto di vista ce l’abbiamo ben chiara”, ha concluso.
