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giovedì, 29 Gennaio, 2026
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Cavo Dragone: la Nato ha strumenti, non parliamo di esercito europeo

Roma, 29 gen. (askanews) – L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, invita a non parlare di esercito europeo e a puntare invece su nuove forme di cooperazione transatlantica per affrontare quella che viene definita la più grave crisi del sistema di sicurezza occidentale dal dopoguerra. In un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della sera ha spiegato che “la Nato ha gli strumenti per rispondere alla crisi e ripensare se stessa” e che “invece di parlare di esercito europeo, cerchiamo piuttosto nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti”.

Secondo Cavo Dragone, l’Alleanza resta solida nonostante le tensioni emerse, anche sul dossier Groenlandia e sui rapporti con Washington. “E’ nel dna della Nato riflettere sul proprio ruolo, lo facciamo da 76 anni, continuando ad adattarci ai cambiamenti. I valori della sicurezza collettiva, la difesa della libertà e della democrazia restano centrali”, ha detto.

Quanto alle priorità strategiche, l’ammiraglio ha ribadito che “al cuore resta la minaccia russa, che è stata confermata dal 2022 e che guida la nostra strategia” e che “dobbiamo continuare a esercitare deterrenza”. Ha poi riconosciuto che dagli Stati uniti sono arrivati forti segnali sul tema dei costi: “E’ vero che gli Stati Uniti suonano la carica: hanno dato forti scossoni in nome di una necessità che io ritengo giusta, ovvero che i costi per la difesa collettiva vengano distribuiti in modo più equo”. A suo giudizio, l’ultimo vertice dell’Aia “è stato un successo in questo senso: l’Europa s’impegna a più alte spese militari, adesso vanno assunte maggiori responsabilità operative”.

Sulle ipotesi di scontro tra alleati, legate in particolare al caso Groenlandia, Cavo Dragone ha assicurato che non vi è mai stato il timore di una guerra aperta. “Per nostra fortuna, proprio in quei giorni, il 21 e 22 gennaio, si è riunito il Comitato militare della Nato. Abbiamo lasciato che il tema Stati uniti, Groenlandia e Danimarca fosse negoziato a livello politico tra loro. Posso assicurare che nessuno ha valutato potesse scoppiare un conflitto armato tra alleati”, ha affermato, aggiungendo che l’attenzione militare si è invece concentrata sull’Artico, dove “molto probabilmente incentiveremo le nostre attività: ci saranno spese per addestramenti in loco e per i necessari equipaggiamenti in climi rigidi”.

Sul futuro dell’Alleanza, l’ammiraglio ha ribadito la sua posizione: “Non sposo l’idea di esercito europeo, resto legato alla Nato assieme agli Usa. I militari americani rimangono fondamentali, potranno esserci in futuro dei riorientamenti parziali e ci adatteremo”.

Infine, riferendosi alle critiche del presidente statunitense Donald Trump all’Europa, Cavo Dragone ha osservato che “sì, lo ha fatto, però in altri consessi lo stesso Trump ha ribadito la validità della Nato”.