Roma, 12 gen. (askanews) – Alberto Trentini è libero. Il cooperante umanitario originario di Venezia, 46 anni, è stato rilasciato dopo oltre un anno di detenzione in Venezuela. Era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre si recava da Caracas a Guasdualito, nel sudovest del Paese, per una missione, ed era finito nel famigerato carcere di massima sicurezza di El Rodeo, presso la capitale venezuelana.
Trentini collaborava con l’ong Humanity and Inclusion ed era stato fermato circa tre settimane dopo il suo arrivo in Venezuela. Le autorità venezuelane non hanno mai reso noti capi d’imputazione formali a suo carico. Secondo fonti non ufficiali, riportate da diversi organi di stampa, sarebbe stato accusato di cospirazione contro le autorità del Paese, una sorta di automatismo per il regime di Nicolas Maduro rispetto a persone ritenute in qualche modo scomode per le loro attività.
Esperto di cooperazione internazionale, Trentini vanta oltre dieci anni di esperienza nel settore umanitario. Dopo la laurea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha proseguito gli studi all’estero, conseguendo in Inghilterra un master in ingegneria. Un percorso formativo che lo ha portato a operare in numerosi contesti di crisi.
Secondo quanto ricostruito anche dall’Ispi, nel corso della sua carriera ha lavorato in Ecuador, Etiopia, Paraguay, Nepal, Grecia, Perù, Libano e Colombia, collaborando con diverse organizzazioni non governative, tra cui Focsiv, Cefa, Coopi – Cooperazione internazionale, Danish Refugee Council e altre realtà impegnate nell’assistenza alle popolazioni più vulnerabili. Al momento dell’arresto ricopriva il ruolo di capomissione ed era impegnato in programmi di sostegno alle persone con disabilità.
