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Cinema, arriva "Toy Story 5": la tecnologia non spegne la fantasia

Roma, 16 giu. (askanews) – Interattivo, intelligente e pronto a rispondere a ogni necessità. È Lilypad, un tablet a forma di ranocchia a sconvolgere gli equilibri nella stanza di giocattoli più famosa dei cartoon. Dal 18 giugno arriva al cinema “Toy Story 5”, nuovo capitolo Disney e Pixar della saga iniziata nel ’95 che strizza l’occhio all’attualità e vuole celebrare la fantasia dei bambini messa a rischio dalle tecnologie.

Tornano Woody, Buzz, Jessie e tutta la banda, alla ricerca del loro posto in un mondo che sembra metterli in discussione così come il concetto di gioco, che per le nuove generazioni sta cambiando. Ma per i registi Andrew Stanton e McKenna Harris, il divertimento e la fantasia non possono spegnersi. A Roma per presentare il film sono arrivati il produttore esecutivo e Pixar Animation Studios Chief Creative Officer, Pete Docter, e la produttrice Lindsey Collins, secondo cui è importante “proteggere l’immaginazione”. Ma no a condannare progresso e IA. “La tecnologia può essere utilizzata per supportare la visione dell’artista, per ampliare la portata della narrazione, ed è così che continuiamo a sperimentare in Pixar”, ha detto Docter.

Tornano le storiche voci, Angelo Maggi come Woody, Massimo Dapporto come Buzz Lightyear, Ilaria Stagni come Jessie e Luca Laurenti nei panni di Forky. E arrivano Katia Follesa per Lilypad, Federico Basso come voce di Smarty Pants, Gianluca Gazzoli di Bullseye “Perfido”, Jacqueline Luna Di Giacomo per Snappy e Simone Mori come Atlas. E c’è anche un cameo di Sal Da Vinci nei panni di Pizza cu ‘e llente, tra i giochi dimenticati. Nella versione originale a dargli voce è Bad Bunny.

“Ho smesso presto di giocare per dedicarmi alla musica – ha raccontatao il cantante vincitore di Sanremo – ma mi sono rifatto coi miei figli e i nipoti; io credo che i giocattoli abbiano un’anima, così come questo film, mi sono emozionato, è stato un onore averne fatto parte” ha detto. Mentre katia Follesa, sul suo personaggio ha affermato: “In fondo il film ci insegna che bisogna sempre trovare il giusto compromesso con la tecnologia, non bisogna demonizzarla”.